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Aggiornamento mercati finanziari

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  • Aggiornamento mercati finanziari

    Ecco allora l'aggiornamento settimanale. Come nota il DJ transp. è entrato in short mensile. Potrebbe precedere il DJ ind. (il cui stop attualmente è 2322,25).

    In Giugno assisteremo ad un ulteriore generale avvicinamento dei livelli di stop su tutti i principali mercati azionari. A livello globale S&P 500 e Dow Jones Industrial sono gli indici i cui livelli saranno i più vicini a scattare. In Europa è vicino il livello del Dax, ancora piuttosto lontani Eurostoxx50 e FTSE MIB. Brasile, Russia, Cina, Giappone, DJ Transp. sono fuori dalla posizione rialzista.

    Bonds: grande incertezza. Sono scattati i livelli di rialzo per gran parte dei governativi europei (Global Bond, 5-7 anni e anche BTP). Sono invece in posizione neutra i Bonds Emergenti e gli HY in USD.

    Commodities: molta volatilità ma nessun trend significativo in atto.

    Valute: USD in indebolimento contro tutte le principali valute, EUR e GBP in rafforzamento.

    Il nostro suggerimento operativo agli INVESTITORI, legato sempre a logica e numeri dei nostri modelli, è lo stesso delle ultime settimane: per chi è sottopesato/fuori dai mercati azionari suggeriamo cautela nell’aprire/accumulare nuove posizioni in questa fase. Per coloro che invece hanno seguito le indicazioni dei nostri strumenti (Portafogli Modello e Tabelle Operative sono diffusamente al rialzo da ormai diversi mesi) il consiglio è quello di mantenere le posizioni in essere e rispettare i livelli di Stop per proteggere i profitti sin qui generati  Disciplina.

    Ciclo quadriennale dei mercati azionari occidentali – Ancora nessun segnale di Top (punto 5) sugli indici maggiori, però sulla scorta di quanto è successo in passato non sembra che siamo tanto lontani. Vedi la posizione dell’indicatore nello schema di pagina seguente per il FTSE MIB.
    Last edited by CavaliereVerde; 28th May 2017, 10:34 PM.

  • #2
    Eccoci con il nuovo aggiornamento. (Leva finanziaria sul NYSE a nuovi record. Forte speculazione).
    Buona domenica.
    I numeri di fine mese confermano il quadro ampiamente delineato: improduttività dei bonds, spaccatura sulle commodities (con il Brent al test di un supporto molto importante in area 48) e perdita di forza a livello currency adjusted (cioè tenendo conto della variazione negativa del USD) della parte azionaria USA. Risultati di Maggio dei Portafogli Modello e risultati 2017 sotto media: o meglio, la media è tenuta in piedi dai PM con forte componente equity.
    In particolare, l’incapacità di HY e EMGB di compensare l’assenza di rendimento della liquidità e della parte media e corta dei governativi indica che la componente tassi (negativa) sta bilanciando la componente credito (che in questo contesto del ciclo è positiva).

    Il nostro scenario resta immutato ed è espresso in maniera ottimale dallo schema ciclico più volte proposto: l’unica cosa che sale in questa fase è l’equity, e gradualmente (cambiamento che si è visto soprattutto in questi ultimi due mesi) i flussi si spostano dai mercati maturi ai mercati periferici e dalle big alle mid/small caps. Gli indici sono su resistenze importanti ma, sostenuti da questo scenario «goldilocks» possono allungare ulteriormente prima di una correzione estiva.

    La vera incognita – in mercati che sono molto più coerenti e connessi al normale andamento del ciclo di quanto venga percepito – è prospettica: QUANTO a lungo durerà ancora il ciclo USA, QUANTO forte sarà la tipica ripresa finale dell’Europa ma soprattutto cosa porrà fine a questo ciclo (Un errore di politica monetaria? Un evento esogeno? Lo scoppio di una bolla sull’equity? Un qualche tipo di default che inneschi un deleveraging rapido? Un mix di questi fattori?). Dal punto di vista stagionale, Giugno è l’ultimo mese potabile a livello di volatilità storica, prima del trittico terribile Luglio-Agosto-Settembre: a livello di navigazione a vista è plausibile una continuazione dello status quo, cioè un deflusso da forme di investimento senza reddito e con rischio (tasso) molto elevato, verso l’azionario non super-sopravvalutato.















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    • #3
      Buona domenica. Calda e estiva. Oggi una piccola nota anche sulle banche italiane (di cui molto si parla).

      A livello ciclico confermiamo l’analisi proposta nelle scorse settimane: è lecito attendersi una fase meno lineare e più contrastata. In Giugno il momentum mensile è passato in fase Down su tutti i principali mercati azionari e l’attenzione si sposta sul ciclo di breve. In termini opportunistici, il punto di sell ottimale arriverà sulla prossima giuntura di vendita settimanale, che può essere ipotizzata tra Giugno e Luglio.
      La situazione resta molto frastagliata e sembra delinearsi uno scostamento tra gli indici Europei, con Msci Europe, Dax e Mib, in fase Down ed il resto degli indici globali ancora in fase Up.

      In termini di Forza Relativa la situazione resta stabile: i nostri modelli indicano forza in Europa e nei mercati emergenti (soprattutto asiatici) mentre permane debolezza nei BRIC e negli Usa (causa Usd).
      Come noto l’andamento del Ftse Mib è strettamente legato a quello del settore bancario. Questa tabella mette tra loro a confronto, su base mensile, le principali banche italiane e le valuta anche nei confronti del listino.

      L’obiettivo è quello di individuare in che direzione si muovono i flussi dei grandi capitali e fornire un supporto decisionale a livello di stock picking. A livello operativo il nostro consiglio è sempre quello di prediligere i titoli forti per valutare l’impostazione di posizioni rialziste (e viceversa).

      BANCHE

      La fotografia attuale della situazione mostra uno spaccato chiaro e ben definito con la posizione del Ftse Mib che funge da spartiacque tra i titoli sopra e sottoperformanti. Ancora più evidente risulta l’analisi dei due estremi della classifica con Unicredit (attualmente la miglior scelta) e BPM a catalizzare flussi mentre, sul fronte opposto, deboli Unipol e BPER. Segnaliamo anche Mediolanum in buon recupero ma ancora in fase di neutralità complessiva.

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      • #4
        Poco da dire questa settimana.
        Ecco il punto:
        Mercati azionari - In Luglio assisteremo ad un ulteriore importante avvicinamento dei livelli di stop su tutti i principali mercati azionari. Brasile, Russia, Cina, DJ Transp sono fuori dalla posizione rialzista. Mentre gli indici restano su volatilità storiche minime, al loro interno si verificano movimenti profondamente discontinui dei singoli componenti  volatilità interna vs assenza di volatilità esterna  strumenti e strategie passive ancora beneficiari assoluti di questa situazione.

        Bonds: positivi quelli in EUR, negativi quelli con componente valutaria (USD). Sono scattati i livelli di rialzo per gran parte dei governativi europei (Global Bond, 5-7 anni e anche BTP).

        Commodities: trend neutro o negativo per tutte le commodities, con l’unica eccezione dell’Oro in USD che però non è riuscito a superare il tetto di 1290-1300.

        Valute: USD in indebolimento contro tutte le principali valute, EUR in rafforzamento.

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        • #5
          Eccoci di nuovo al fine settimana. Speriamo molli un poco questo caldo che schianta. buona domenica.

          Allora, il nostro aggiornamento:

          La volatilità resta bassissima = compiacenza e assenza di protezione dal rischio, anche se ormai bastano 1⁄2 sedute di marginale negatività per riportare il nostro indicatore in zona neutra. Il grafico è comunque molto scostato dalla media nera, che è un po’ la regressione dinamica di questa serie storica.

          A questa indicazione se ne aggiunge questa settimana un’altra, molto più rara ed esoterica, che non fa parte del nostro consueto arsenale di osservazione ma che riprendiamo vista la congiunzione veramente curiosa tra diversi elementi tecnici e stagionali:

          Cos’è un Hindenburg Omen? E’ l’allineamento di diversi fattori tecnici che misurano la condizione di base del mercato azionario americano – in particolare il NYSE; questo allineamento – secondo l’inventore del segnale – indica che la probabilità di un crollo del mercato azionario è superiore al normale e la probabilità di un declino importante è abbastanza elevata. Questo Omen è apparso davanti a tutti i crash del mercato azionario, o fasi di panico, negli ultimi 25 anni. Tutti. Nessun panic sell-off (superiore al 15 per cento) si è verificato negli ultimi 25 anni senza essere stato preceduto da un Hindenburg Omen.

          Tutti i criteri sono stati soddisfatti in questi giorni. Come si vede dal grafico Bloomberg, questo è il primo Hindenburg Omen da molto tempo. La logica alla base dell’indicatore è che, in condizioni normali, un numero consistente di titoli può far registrare nuovi massimi o nuovi minimi annuali – ma non entrambi. Quando entrambi – nuovi massimi e nuovi minimi – sono numerosi, questo indica che il mercato sta attraversando un periodo di divergenza estrema. Tale divergenza è di solito foriera di correzioni, immediate o rimandate: ma comunque sia, anche quando il NYSE non è sceso subito, è sempre sceso dopo per ritracciare fin sotto al punto dove era scattato il segnale.

          Questi segnali vanno considerati per quello che sono: indicazioni di cautela. La nostra metodologia di lavoro impone tuttavia un riscontro, attraverso l’algoritmo dei nostri modelli, prima di considerare queste indicazioni come operative.

          TRADERS - I mercati entrano nel trimestre più delicato dell’anno (LuglioSettembre), sia dal punto di vista ciclico che della stagionalità. Luglio in particolare è l’unico dei tre mesi che ha ancora letture statistiche stagionali non ostili, specie su NASDAQ e DAX. Agosto e Settembre sono mesi con statistiche crudeli.
          .
          INVESTITORI - Il nostro suggerimento operativo, legato sempre a logica e numeri dei nostri modelli, è lo stesso delle ultime settimane: per chi è sottopesato/fuori dai mercati azionari suggeriamo massima cautela nell'aprire nuove posizioni.

          Per coloro che invece hanno seguito le indicazioni dei nostri strumenti (Portafogli Modello e Tabelle Operative sono diffusamente al rialzo da ormai diversi mesi) il consiglio resta quello di mantenere le posizioni in essere e di rispettare i livelli di Stop per proteggere i profitti sin qui generati.

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          • #6
            Buona Domenica. Dopo il megaconcerto di Vasco Rossi, che può piacere o non piacere, ma è comunque un fenomeno sociologico rilevante.
            I mercati stanno girando?

            Ecco le notizie:

            Le letture che potete vedere nello schema sopra sono chiare: la ciclicità di breve e quella di medio svoltano radicalmente in negativo, dando ufficialmente il via alla fase stagionale più volatile e delicata (in media) dell’anno, quella del 3° trimestre. La ciclicità di medio (mensile) non ha che una minima possibilità matematica di ritornare a generare una giuntura di acquisto prima del 4° trimestre, mentre su quella di breve – che è delicatissima in queste fasi – si apre un discorso, metodologico ma molto concreto, che approfondiremo nel prossimo webcast e che riguarda la gestione a livello operativo di eventuali prossime FALSE giunture di acquisto che possono portare a trappole: estensioni ribassiste di breve in un clima di medio ostile. Tutto questo, va ripetuto, è comunque mitigato da una ciclicità di lungo che col nuovo trimestre dovrebbe addirittura rafforzarsi.
            I numeri di fine mese confermano il quadro ampiamente delineato: improduttività dei bonds, spaccatura sulle commodities (con il Brent al test di un supporto molto importante in area 48) e perdita di forza a livello currency adjusted (cioè tenendo conto della variazione negativa del USD) della parte azionaria USA. Il nostro scenario resta immutato ed è espresso in maniera ottimale dallo schema ciclico più volte proposto: l’unica cosa che sale in questa fase è l’equity, e nel momento in cui l’equity non sale i mercati appaiono incapaci di trovare altri temi, né tra quelli tradizionali (bonds di vario genere) né tra quelli rifugio (Oro penalizzato anche dal USD, che comunque danneggia in modo indiretto tutta la performance globale).

            Gli indici sono andati a sbattere su resistenze importanti in una posizione ciclica di medio e breve termine delicata (vedi anche i report precedenti e il nostro ultimo webcast/webinar) e ora si trovano a brevissima distanza dagli stop del nostro modello, che se toccati causerebbero l’immediata uscita dalle varie componenti azionarie.

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            • #7
              Buona Domenica!!
              Ecco il report settimanale:
              1. Luglio ha visto una prima ondata di stop, significativi soprattutto per quanto riguarda il reddito fisso che in questo momento appare particolarmente vulnerabile ad un’ondata di repricing. A nostro avviso, c'è in questa fase, molto più rischio latente sui bonds che sulle borse.
              2. Per quanto riguarda le borse, alcuni stop sono scattati, altri (MIB, S&P, NASDAQ) no, anche se la situazione degli indici USA andrebbe riponderata alla luce della ganze debolezza dell'USD , che non appare conclusa. Come si vede dalle statistiche, Luglio è un mese che non ha un vero bias negativo per le borse: molto più pericolosi Agosto e Settembre.

                Mentre è plausibile ritenere che sia stato segnato su molti indici il punto 5 del nostro schema quadriennale, non è assolutamente identificabile al momento il punto 6 anche alla luce del fatto che su diversi indici manca ancora un segnale minimale di correzione che sarebbe dato dalla rottura del minimo del mese precedente. PAROLA D’ORDINE DEL MOMENTO: DISCIPLINA ELEVATA, EMOTIVITA’ AL MINIMO

                DOVE CAMBIA LO SCENARIO QUANTITATIVO:

                ALLERTA - Sotto ai livelli di STOP mensilechiusura delle posizioni dei PM
                PEGGIORAMENTO – Indici primari che tornano SHORT su base mensile (livelli per ora molto lontani)
                POTENZIALE CRISI – Sotto ai minimi di Gennaio+Febbraio  nuovi minimi del 2017  ripensamento/cambiamento di scenario?

                REDDITO FISSO  Vulnerabile in tutti i suoi segmenti, si salvano per ora gli HY europei
                COMMODITIES  Metalli e oli molto deboli  soffrono da una ripresa basata solo sui consumi e sull’indebitamento
              3. VALUTE  Dollaro debole ma soprattutto EUR forte  evitare per ora posizionamenti speculativi su altre valute

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              • #8
                Buona domenica estiva.
                Ecco le ultime settimanali:
                La ciclicità di lungo si scontra con le due pressioni cicliche di medio e breve termine (negative), formando un contesto di elevata improduttività e incertezza.
                Questo è uno scenario già visto e rivisto nella storia del nostro lavoro: la parola d’ordine è semplice ed è ATTENDERE, mai come in questo caso i numeri esprimono una realtà che è sotto la percezione di tutti. Non esiste profitto direzionale senza trend, non esiste trend senza assonanza ciclica.
                I numeri del trend settimanale migliorano leggermente (78% N+S) e quelli del trend mensile sono in deterioramento. Questa fase di incertezza è chiamata sia dalla posizione ciclica che dalla sequenza 56 del ciclo quadriennale. Resta da vedere se si completerà in una sola onda di breve termine o se ce vorranno due. Alcuni mercati particolarmente forti (Italia, EMG, BRIC) stanno difatti tornando in fase UP.

                In Agosto assisteremo ad un ulteriore generale avvicinamento dei livelli di stop su tutti i principali mercati azionari che sono ancora in posizione rialzista. A livello globale S&P 500 e Dow Jones Industrial sono gli indici i cui livelli saranno i più vicini a scattare.

                Bonds: tutto negativo tranne decennali Usa e Italia e HY in EUR.

                Materie prime deboli.

                Per quanto riguarda le valute, abbiamo già trattato le scorse settimane i diffusi segnali di forza dell’EUR. L’EUR/USD avrà lo stop mensile sotto 1.1120.

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                • #9
                  Buona domenica, ma nulla dire rispetto alla scorsa settimana.
                  La mappa ciclica continua ad evidenziare un andamento altalenante imputabile allo scarso allineamento del ciclo di breve (weekly) con circa metà degli indici che si portano in fase rialzista e la restante metà che resta negativa (seppure avvicinandosi ad un punto di flesso). I vari cicli sono dominati da forze che si muovono in direzioni opposte. L’output operativo è quello di valutare con cautela il trend di breve periodo: i flessi, inevitabilmente generati anche in presenza di mercati laterali, possono dare vita a falsi segnali. Questo è uno scenario già visto e rivisto nella storia del nostro lavoro: la parola d’ordine è semplice ed è ATTENDERE, mai come in questo caso i numeri esprimono una realtà che è sotto la percezione di tutti. Non esiste profitto direzionale senza trend, non esiste trend senza assonanza ciclica. Questa fase di incertezza è chiamata sia dalla posizione ciclica che dalla sequenza 56 del ciclo quadriennale. Resta da vedere se si completerà in una sola onda di breve termine o se ce vorranno due.

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                  • #10
                    Una bella domenica di caldo afoso estivo. In fondo non male.
                    Ecco la situazione:
                    1. CONCLUSIONE OPERATIVA

                      Agosto è statisticamente il peggior mese dell’anno per le borse, anche se di fatto (come si vede dalla tabella sopra) è negativo solo il 50% delle volte. Diciamo che quando Agosto è negativo, lo è in modo più marcato di quando è positivo. Il trend di base delle borse resta comunque al rialzo, specialmente su alcuni mercati tipicamente back-end-of-cycle (EMG, BRIC, Asia) che in questa fase sono decisamente da preferire. Gli USA fanno registrare nuovi record, anche se in realtà il loro rialzo è eroso in grandissima parte dal calo del USD, mentre l’Europa è in fase laterale.
                    2. La ripresa delle commodities e in particolare i nuovi massimi dell’anno del Rame, insieme ai nuovi estremi negativi della volatilità, sono a nostro avviso esemplificativi di un ciclo che sta entrando nella sua parte terminale ma che non ha assolutamente ancora concluso il suo corso, quindi con un tipico comportamento da «Fase 3»  borse su, commodites su, tassi su.

                      Mentre è plausibile ritenere che sia stato segnato su molti indici il punto 5 del nostro schema quadriennale (mancano solo gli USA all’appello formale, ma c’è da considerare la questione USD), il punto 6 e il successivo movimento verso il punto 7 saranno identificabili solo dal ritorno in posizione rialzista degli indici europei che attualmente sono fuori dai nostri PM (ES50 e DAX) e da nuovi massimi dell’anno degli stessi.
                      INVESTITORI: CONCENTRARSI SUI PM CON COMPONENTE AZIONARIA

                      REDDITO FISSO  Vulnerabile in tutti i suoi segmenti, si salvano per ora gli HY europei
                      COMMODITIES  Breakout rialzista del Rame  forte ripresa del Brent  PROBABILE MINIMO DI MEDIO TERMINE con spazio rialzista
                    3. VALUTE  Dollaro debole ma soprattutto EUR forte  evitare per ora posizionamenti speculativi su altre valute

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                    • #11
                      Ecco il nuovo aggiornamento, sotto una pioggia scrosciante, dall' Alto Adige.
                      A livello ciclico si è concretizzata la giuntura di acquisto di breve termine (ciclo settimanale) citata nel report precedente, che resta inserita all’interno di una fase con bias ancora ostile di medio termine (ciclo mensile). Nel caso in cui la positività del ciclo di breve spinga gli indici verso nuovi massimi (valido in special modo per i mercati europei sui quali, in diversi casi, i massimi risalgono allo scorso Maggio) questo andrebbe considerato come un segnale di estrema forza dei mercati azionari, tenuto conto anche della fase stagionale negativa nella quale siamo entrati. La sensazione che si ha osservando i mercati in questa fase è quella di FORZA delle borse, che sembrano assorbire senza colpo ferire gli elementi ostili (ciclicità di medio e di breve, stagionalità). In questo senso, la tenuta dei recenti minimi del bimestre Luglio/Agosto risulterà decisiva. In ambito di forza relativa, i mercati migliori sono chiaramente Asia, Emergenti e BRIC.

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                      • #12
                        Arrivo un poco in ritardo...ma arrivo.
                        Ecco l'aggiornamento:
                        Questi mercati stanno diventando dei veri e propri trattati sulla volatilità e sulle sue anomalie. Dopo medi di calma piatta – che continuiamo a suggerire caldamente di NON CONSIDERARE LA NORMA, perché così insegna la storia – ogni tanto c’è un (finora lieve) rigurgito ribassista che provoca sbalzi enormi negli indici di volatilità (VIX e VSTOXX). Torniamo su un tema trattato più e più volte negli ultimi report, webcast e webinar: la connessione tra picchi di volatilità e giunture di acquisto del ciclo quadriennale.

                        .

                        I due grafici a fianco mostrano:
                        • - In alto, il ciclo quadriennale dello S&P500 con lo spread tra S&P500 e VIX
                        • - In basso, il ciclo quadriennale dell’ES50 con lo spread tra ES50 e VSTOXX
                          Come si vede, la compiacenzaassenza di volatilità e di protezione era così elevata che è stata sufficiente una settimana negativa (tra l’altro: un «Key reversal weekly», un segnale tecnico piuttosto raro e incisivo: nuovi massimi e chiusura inferiore al minimo della settimana precedente) per generare un picco di volatilità notevole:
                        • - VIX 16.50  massimo da Novembre 2016
                        • - VSTOXX 24  vicino al massimo dell’anno
                          Che effetto ha avuto questo picco sui nostri modelli? Ha riportato di colpo lo spread SP500:VIX sotto la media blu, quindi in potenziale zona di acquisto. Intraday, è successo lo stesso allo spread ES50:VSTOXX, ma non in chiusura settimanale.
                          Quindi una delle rimanenti condizioni per «riconoscere» il punto 6 è stata parzialmente soddisfatta e sulla base del picco di volatilità in CONDIZIONI NORMALI potremmo considerare quet’area come zona di acquisto.
                        • Però:
                          1. Il bimestre Agosto-Settembre è il più ostile e non è trascorso nemmeno al 25%
                          2. Nonostante la correzione e il picco di volatilità, continuiamo a monitorare una ESTREMA COMPIACENZA (elemento pericoloso a prescindere) E ATTITUDINE SPECULATIVA verso i mercati in generale, anche se sembra che in questo momento tutta la vera volatilità del mondo si sia concentrata sulle cryptocurrencies ( perfettamente centrata la nostra analisi mensile su BITCOIN ed ETHEREUM)
                          3. La posizione ciclica è confusa sul breve, mentre resta in opposizione tra lungo e medio termine (il primo positivo, il secondo ostile)  assenza di spinta
                          4. Il grafico pubblicato a pagina seguente evidenzia come il mercato USA sia in una situazione di tensione tecnica che lo rende vulnerabile a «bad news»

                          TRADERS - Considerate i massimi di quest’ultima settimana come le resistenze più importanti – Diffidate di recuperi a bassa volatilità.
                          INVESTITORI – Momento perfetto per iniziare a seguire alcuni PM completamente fuori dagli asset volatili (es.: MULTIASSET) – Stop in avvicinamento per tutti gli altri PM attivi – Molto vicino (3366) l’ingresso SHORT ES50 nel PM BLACK SWAN, dormiente da mesi.

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                        • #13
                          Buona settimana.
                          Oggi poco da aggiungere.
                          Ecco il quadro:
                          Il disallineamento ciclico continua a generare una fase poco produttiva sui mercati azionari. Dal punto di vista metodologico, la giuntura di breve meno rischiosa per cavalcare il classico periodo favorevole OttobreDicembre non dovrebbe essere questa (troppo prematura) ma la prossima: non è semplice capire come si sanerà la sfasatura tra la posizione di breve degli altri mercati e quella degli USA.

                          La calma apparente che sembra dominare i mercati nasconde, a nostro avviso, interessanti presupposti per nuovi movimenti direzionali.
                          A livello di forza relativa restano da preferire BRIC ed Emerging.

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                          • #14
                            Buona Domenica, con gran caldo!
                            Eccomi con le ultime notizie sui mercati:
                            La settimana appena conclusa non ha introdotto sostanziali elementi di novità allo scenario descritto nella scorsa NTS: a nostro avviso il quadro operativo resta comunque ben definito. Nella prima parte dell’anno il carburante per la redditività è stato prodotto sui mercati azionari ma, a partire da Maggio-Giugno, anche la forza dell’equity è venuta progressivamente meno. Se la perdita di spinta risulta evidente sui mercati europei, all’apparenza potrebbe esserlo meno per i mercati Usa sui quali però continua a pesare la debolezza del Dollaro (slide successiva). Per un investitore europeo, che avesse operato a cambio aperto, il risultato sarebbe negativo (MSCI USA -1.80% da inizio anno) con una percezione totalmente diversa rispetto all’analisi della performance di S&P, Dow Jones e Nasdaq.

                            Ci troviamo ora in una fase improduttiva di trading range nella quale i mercati azionari (perlomeno quelli ancora investiti nei PM) sono vicini ai supporti mentre Oro (in Usd) e molti comparti obbligazionari sono a contatto con le rispettive resistenze. Lo scenario resta quindi improntato alla prudenza sebbene ciò non implichi necessariamente lo sviluppo di crash sull’azionario.
                            Settembre si annuncia come un mese con un bias ancora potenzialmente ribassista. L’analisi degli indici azionari negli ultimi 20+ anni mostra come il mese si chiuda in negativo circa il 50% delle volte ed anche la performance complessiva è negativa. Risultati opposti per l’Oro che, invece, vede Settembre come uno dei mesi statisticamente più interessanti.

                            La nostra metodologia operativa (e la storicità dei risultati da essa ottenuti) ci induce a mantenere un approccio disciplinato che ci vedrà pronti e reattivi nel seguire i prossimi segnali:
                            INVESTITORI: è un ottimo momento per posizionarsi sui PM, soprattutto quelli scarichi di asset volatili  aumenta la possibilità di spunti direzionali
                            TRADERS: monitorare al rialzo i massimi di Agosto ed al ribasso i livelli di stop dei PM  inutile anticipare i segnali

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                            • #15
                              Buona domenica a tutti. La consumer confidente USA è molto elevata, siamo a 122,9 e la leva finanziaria pure, vicina ai massimi assoluti. E' una situazione di estrema compiacenza, che per ora regge. Non si sa per quanto, però.
                              Ecco la situazione, ora:
                              Continua la fase di ciclicità positiva di breve termine sui mercati azionari che però fatica a tradursi in un movimento direzionale significativo. L’andamento degli ultimi mesi evidenzia delle divergenze importanti in termini di forza relativa. In questa fase i mercati che esprimono maggior forza sono tornati ad essere i BRIC (Bovespa e Shanghai tra i pochi indici sui massimi dell’anno  si veda l’analisi nella scorsa NTS), insieme ad Emerging ed Usa (in Usd). Continua la debolezza sui mercati europei, eccezion fatta per l’Italia.
                              La prosecuzione della lateralità, senza strappi rialzisti, a nostro avviso potrebbe rendere i mercati più vulnerabili in prossimità del prossimo allineamento negativo dei cicli di breve+medio termine.

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                              • #16
                                Buona domenica. Calma apparente sui mercati.
                                Continua la fase di ciclicità positiva di breve termine sui mercati azionari che però fatica a tradursi in un movimento direzionale significativo. L’andamento degli ultimi mesi evidenzia delle divergenze importanti in termini di forza relativa. In questa fase i mercati che esprimono maggior forza sono tornati ad essere i BRIC (Bovespa e Shanghai tra i pochi indici sui massimi dell’anno) insieme ad Emerging ed Usa (in Usd). Continua la debolezza sui mercati europei, eccezion fatta per l’Italia che resta in fase laterale. Sarà molto importante vedere dove Settembre terminerà, se sui massimi o sui minimi, per valutare la direzione della prossima spinta di momentum.

                                Oro al test della barriera pluriennale di 1375-1400tensioni sistemiche latenti?
                                USDJPY a nuovi minimi dell’anno  tgt 104-103, fine dello short sopra 110.60

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                                • #17
                                  Buona domenica a tutti.
                                  Non tante novità. Ecco il report:
                                  Questa settimana registriamo la formazione di un flesso rialzista di breve termine sull’S&P500 che avviene in un contesto di forza (raggiunti nuovi massimi storici in area 2500). La positività Usa è stata in grado di estendere i suoi effetti anche sui mercati europei i quali, partendo da una fase ciclica più avanzata, tentano un recupero verso i massimi dell’anno. L’Italia continua ad essere un mercato forte (segue una slide di analisi).
                                  La ciclicità negativa di medio termine e la stagionalità restano sfavorevoli fino ad Ottobre ma l’assenza di correzioni sta rivelando la forza strutturale dell’equity mancanza di alternative. Sarà molto importante vedere dove Settembre terminerà, se sui massimi o sui
                                  minimi, per valutare la direzione della prossima spinta di momentum.

                                  Ecco ulteriori informazioni:
                                  Mercati Azionari: L’estate si sta concludendo con i mercati azionari ben impostati e con alcuni di essi – tra cui l’Italia – sui massimi dell’anno. Dal punto di vista stagionale i tre mesi finali dell’anno sono tra i migliori in assoluto e di solito i mercati favoriti sono proprio quelli che a inizio autunno dimostrano più forza.
                                  Per l’indice italiano esiste quindi la possibilità di attaccare l’area dei massimi post-2009, la fascia 23-24000 che ha finora rappresentato un ostacolo durissimo. A sostegno di questo sviluppo ci sono diversi fattori, non solo tecnici, tra i quali l’assenza di alternative (il segmento obbligazionario è stabilmente a rendimenti negativi o marginali fino a duration piuttosto lunghe), il risveglio di un settore – quello bancario – chiave per il nostro mercato, dove conta per oltre un terzo dei volumi scambiati, e i nuovi massimi storici di FCA, titolo tipicamente ciclico.

                                  Il supporto tattico è vicinissimo, in area 21500, mentre i supporti strategici restano in area 20600. Salgono anche i livelli di supporto degli altri mercati: citiamo solo l’area 2415 per lo S&P500 e l’area 12000 del DAX. le proiezioni dei livelli operativi di Ottobre evidenziano un netto avvicinamento dei livelli operativi e soprattutto dei livelli di rientro in posizione rialzista degli indici neutrali. Questo segnale, ove scattasse, acquisterebbe particolare forza in virtù dell’ingresso nella fase stagionale più favorevole alle borse e alla posizione del Composite Momentum, che ha già innescato un flesso rialzista su base mensile su molti indici ed è vicino a farlo anche sugli indici europei, su Giappone e su USA.

                                  Mercati Obbligazionari: restano un NON EVENTO. Le attuali quotazioni su molti comparti (Bund, Etf Global Bond, 5-7 Y) non sono lontane da un nuovo segnale di uscita, dopo il breve minirally estivo. Ancora distanti i livelli di ingresso per il segmento in Usd, che resta comunque potenzialmente il più interessante a livello di performance.

                                  Oro: in Usd è al rialzo. Il PHAU, in Eur, è vicinissimo a un possibile rientro (appena sopra 109.40), il che avrebbe un grande impatto sui PM.

                                  Eur/Usd: i livelli di uscita si avvicinano. TRADERS – ATTENZIONE: una chiusura mensile inferiore alla precedente (1.1917) farebbe scattare segnali di uscita su tutti i nostri modelli CONTRODIREZIONALI con un target di 6-9 figure dai massimi, quindi attualmente 1.15-1.12.


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                                  • #18
                                    Buona domenica di primo autunno.
                                    Ecco il lungo aggiornamento di oggi, che presenta una prospettiva generale per i prossimi mesi.

                                    Il nostro lavoro è quello di guardare al «qui e ora» dei mercati e non al cosa sarà. Per questo motivo usiamo modelli che percepiscono il pericolo (a volte, inevitabilmente, anche con qualche «falso segnale») prima della maggior parte degli operatori e dei traders. Il «qui e ora» che viene emesso dai modelli ha in questo momento una grande potenzialità a favore dei mercati azionari, specie da qui a fine anno. Esistono incertezze che abbiamo più volte segnalato e che continueremo a segnalare: eccessi di valutazione, eccessi di confidenza: ma di eccessi tecnici tali da essere ostacoli insormontabili, non ne vediamo. Spesso, anche negli anni che si rivelano poi molto positivi per quella che chiamiamo «Strategia del Topo» e che concerne la stagionalità favorevole tra Ottobre e Aprile, vi sono fasi di elevata volatilità. Potrebbe accadere anche quest’anno. Ma questo non deve modificare una impostazione coerente e favorevole alle borse: i ratio con gli altri asset sono al rialzo, l’Oro non riesce a bucare la resistenza a 1375/1400, i bonds non hanno chiaramente ulteriore spazio rialzista e quindi sono vulnerabili e senza il paracadute del rendimento. Questo è uno scenario già vissuto, nel 1999 e nel 2006. Il nostro modello ciclico è in Fase 3, il Composite Momentum trimestrale è ovunque al rialzo (sulle borse). Raramente abbiamo visto un cluster tecnico così favorevole, anche analizzato a livello bottom-up ( guardando quindi ai singoli titoli).
                                    A nostro avviso, solo un evento esogeno di grande impatto potrebbe smontare questo scenario, che comunque – per quanto riguarda i mercati azionari – ha un PUNTO DI CONTROLLO TECNICO E QUANTITATIVO (non lo vediamo solo noi, credeteci: anche tutti i modelli quant e di machine learning lo vedono) chiarissimo nei minimi di Settembre, che vanno considerati PUNTI DI REVISIONE TATTICA E STRATEGICA. Anche un segmento che ha molto sofferto negli ultimi mesi, i bonds emergenti, sta mostrando – nel silenzio – segnali di potenziale reversal rialzista: da confermare. Sorretti da questo scenario e da un quadro economico in accelerazione (tipico della Fase 3), i mercati azionari hanno quindi la possibilità di creare la volatilità in questa fase terminale del ciclo rialzista di Lungo Termine dove nessuno se la aspetta, al rialzo. Questo è quello che è accaduto prima di tutti gli ultimi Top di Lungo Periodo (vedi grafici successivi). Ma il fascino dei mercati, che sono fatti da esseri umani anche quando si crede siano guidati da algoritmi, è proprio nella loro imprevedibilità.

                                    Mercati Azionari: L’estate si sta concludendo con i mercati azionari ben impostati e con alcuni di essi – tra cui l’Italia – sui massimi dell’anno. Dal punto di vista stagionale i tre mesi finali dell’anno sono tra i migliori in assoluto (specie il bimestre Novembre-Dicembre: ogni tanto Ottobre ha qualche «bad surprise» che però si rivela, quando le borse sono in Bull Market come adesso, occasione di acquisto) e di solito i mercati favoriti sono proprio quelli che a inizio autunno dimostrano più forza.
                                    Per l’indice italiano esiste quindi la possibilità di attaccare l’area dei massimi post-2009, la fascia 23-24000 che ha finora rappresentato un ostacolo durissimo. A sostegno di questo sviluppo ci sono diversi fattori, non solo tecnici, tra i quali l’assenza di alternative (il segmento obbligazionario è stabilmente a rendimenti negativi o marginali fino a duration piuttosto lunghe, anche se i rendimenti appaiono ormai inevitabilmente orientati al rialzo), il risveglio di un settore – quello bancario – chiave per il nostro mercato, dove conta per oltre un terzo dei volumi scambiati, e i nuovi massimi storici di FCA, titolo tipicamente ciclico. Grosso supporto anche dalle Mid-cap. Sul fronte opposto fase di indebolimento per le utilities, sia in termini di prezzo che di forza relativa  possibile correlazione con tensioni sui tassi a lungo termine.
                                    Il supporto tattico per l’indice italiano è vicinissimo, in area 21500, mentre i supporti strategici restano in area 20600. Salgono anche i livelli di supporto degli altri mercati: citiamo solo l’area 2450/20 per lo S&P500 e l’area 12300 del DAX. le proiezioni dei livelli operativi di Ottobre evidenziano un netto avvicinamento dei livelli e soprattutto dei livelli di rientro in posizione rialzista degli indici ancora neutrali. Questo segnale, ove scattasse, acquisterebbe particolare forza in virtù dell’ingresso nella fase stagionale più favorevole alle borse e alla posizione del Composite Momentum, che ha già innescato un flesso rialzista su base mensile su molti indici ed è vicino a farlo anche sugli indici europei, su Giappone e su USA.

                                    Mercati Obbligazionari - Restano un NON EVENTO ma anche con un grado di pericolosità in costante aumento. Le attuali quotazioni su molti comparti (Bund, Etf Global Bond, 5-7 Y) non sono lontane da un nuovo segnale di uscita, dopo la breve estate indiana delle ultime settimane. Ancora distanti i livelli di ingresso per il segmento in Usd, che resta comunque potenzialmente il più interessante a livello di performance.
                                    Cominciamo in questo senso ad allertare sui BONDS EMERGENTI, che si stanno portando su una interessante giuntura di acquisto di medio termine dopo mesi di difficoltà.

                                    Oro - Pesante ritracciamento dell’Oro, che dopo aver fallito per l’ennesima volta il superamento del blocco strategico a 1375-1400 ripega e si porta a contatto con il supporto posto a 1290, la cui rottura orienterebbe a 1250 area e infliggerebbe un duro colpo alle strategie rialziste. Per ora l’Oro resta fuori dai nostri PM.

                                    Eur/Usd - Si muove all’interno del range costruito nelle ultime settimane compreso tra 1.21 e 1.19/1.1850. Il trend, sebbene molto forte, fornisce diverse indicazioni di eccesso che inducono alla cautela nell’apertura di nuove posizioni rialziste. Una chiusura sotto 1.18 indicherà che il mercato ha trovato un momentaneo top. In caso di ribasso il primo supporto è in area 1.16/1.15. Costruttivo (ma ancora non risolutivo) per il USD/JPY il recupero successivo al test di 108.

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                                    • #19
                                      Buona settimana.
                                      Pensavo di avere postato l'aggiornamento, ma il sito non l'ha preso. Allora lo rimetto.
                                      I numeri di fine mese confermano il quadro ampiamente delineato: improduttività dei bonds, spaccatura sulle commodities e perdita di forza a livello currency adjusted (cioè tenendo conto della variazione negativa del USD) della parte azionaria USA. Il nostro scenario resta immutato ed è espresso in maniera ottimale dallo schema ciclico più volte proposto: l’unica cosa che sale in questa fase è l’equity, e nel momento in cui l’equity non sale i mercati appaiono incapaci di trovare altri temi, né tra quelli tradizionali (bonds di vario genere) né tra quelli rifugio (Oro penalizzato anche dal USD, che comunque danneggia in modo indiretto tutta la performance globale).

                                      La questione di dove cercare la performance in questo ultimo trimestre è molto semplice. Le uniche quattro asset classes da cui può arrivare (ma non è detto che arrivi) performance contribution sono EQUITY, BONDS EMERGENTI, ORO, DOLLARO. Se dovessimo avere uno scenario di borse in salita (che è quello ampiamente discusso e presentabile al momento come statisticamente favorito), unito a recupero del USD e dell’Oro (gli EMGB sono fortemente dipendenti dal trend del USD) avremmo uno scenario dove in 3 mesi i nostri PM possono tranquillamente produrre come media complessiva (mix) 3-4% di performance oltre a quella attuale. In caso opposto, qualora per qualunque causa esogena andassimo incontro a uno scenario negativo (es.: borse, dollaro e oro giù), si potrebbe giocare solo in difesa e andremmo incontro all’anno più difficile da alcuni decenni - molto più del 2008 e del 2001-2002 a causa della assenza totale di una valvola di depressurizzazione degli investimenti come oro e bonds lunghi+tassi. Sarà molto interessante vedere l’evoluzione delle prossime settimane.

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                                      • #20
                                        Buona domenica di splendido autunno. Un breve aggiornamento in una situazione abbastanza favorevole dei mercati:

                                        L’ingresso nel nuovo trimestre lascia invariato il quadro supportivo di lungo periodo con tutti gli indici azionari stabili in fase Advancing (76%). Il medio termine si appresta a far segnare un flesso rialzista (tra ora e Dicembre) su molti indici. I primi in questo senso sono gli Usa (a cambio aperto  indice MSCI Usa) che si portano in fase Up e, complice il parziale recupero dell’Usd, tornano positivi anche in termini di forza relativa.
                                        Nel breve termine si delinea un possibile Top ciclico nelle prossime settimane: un’eventuale correzione (con la tenuta dei livelli Long mensili) sarebbe da considerarsi comunque un’occasione di acquisto.

                                        Forza relativa: BRIC (soprattutto Brasile e Cina. In recupero anche la Russia).

                                        MERCATO OBBLIGAZIONARIO

                                        Continua ad essere un non evento. Il segmento dei Governativi mostra segnali di debolezza (vedi slide successive). Gli unici comparti dove c’è ancora valore restano gli emerging bonds e gli High Yield in Usd  in entrambi i casi il loro recupero è legato in gran parte all’andamento valutario.

                                        COMMODITIES

                                        Forti i metalli industriali (v. NTS 21/08) e brent (nuove spinte rialziste in caso di superamento della resistenza in area 57/58). Deboli soft commodities e metalli preziosi. Oro e argento sono penalizzati da un completo allineamento ciclico (trimestrale/mensile/settimanale) negativo.

                                        MERCATO VALUTARIO

                                        Eur/Usd: il trend rialzista è culminato col raggiungimento del target in area 1.21. Il movimento in atto, secondario e correttivo, ha come obiettivo il range 1.16/1.12  solo un ritorno short sui nostri modelli (questo mese il livello è lontano: 1.1017) negherebbe la tendenza rialzista.

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                                        • #21
                                          contributo eur/usd reperito in rete
                                          PREVISIONE Ed eccoci finalmente alla fine del secondo Mensile di questo ultimo Trimestrale che vedrebbe finire questo primo ciclo Annuale del Sedecennale in

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                                        • #22
                                          Buona domenica. Un bell'ottobre di sole e colori autunnali quest'anno.
                                          Per quanto concerne i mercati ecco alcune osservazioni:
                                          Mercati Azionari: Rialzo quasi univoco, mancano pochissimi indici e qualche ETF per ragioni legate più al USD che all’indice sottostante. L’attenzione va centrata sugli indici importanti, quindi DAX al rialzo (manca pochissimo e il segnale potrebbe scattare entro Ottobre) e indici Usa come stop (lo S&P ha uno stop poco sotto 2470 e il NASDAQ sotto 5850, relativamente vicini trattandosi di stop di medio termine). Per il MIB il supporto tattico è vicinissimo, in area 21600. Emergenti sempre forti, meglio al momento di Europa e USA.

                                          Mercati Obbligazionari: Il segnale più interessante viene dall’avvicinamento del livello di rialzo dei Bonds Emergenti, che restano potenzialmente il segmento più interessante a livello di performance potenziale. In settimana pubblicheremo in uno dei nostri COOKIES la tabella delle valutazioni, da cui emerge che ormai anche sugli High Yield Bonds quasi ogni residuo valore è stato drenato dal mercato, specialmente sul segmento in EUR. Impossibile non collegare un segnale PROFITTEVOLE del segmento EMGB a un comportamento non negativo del USD, che quindi è la vera chiave per la profittabilità dei due PM GLOBAL BOND e BOND AGGRESSIVE.

                                          Oro: in USD è al rialzo con uno stop per Novembre proprio sul supporto di 1250. Il PHAU, in Eur, è vicinissimo a un possibile rientro (appena sopra 109.40 questo mese, 108.80 in Novembre), il che avrebbe un grande impatto sui PM che salirebbero complessivamente al 17-18% di allocazione in Oro.

                                          Eur/Usd: il supporto evidente è 1.1670, sotto il quale c’è un buco di alcune figure (1.14-1.13?). La resistenza a nostro avviso è molto più 1.1950 del massimo emozionale a 1.21. L’importantissimo USD/JPY è ancora in fase di trading range tra 114.50 e 108, con supporto intermedio a 111.

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                                          • #23
                                            Buona domenica a Voi tutti. E' ben chiaro che si sta preparando una mega bolla sui mercati soprattutto azionari. Ma è anche vero che non è ancora iniziata la fase finale di distribuzione. Questo per noi è uno scenario di grande interesse, che ci può dare grandi soddisfazioni. Questa volta Vi raccomando di leggere il report, per stare ben centrati sulla palla.
                                            Allora ecco:
                                            L’ultima ottava sui mercati è stata caratterizzata da diversi segnali a nostro avviso fortemente significativi:
                                            • - Rientro in posizione LONG del DAX, che era l’ultimo indice importante a essere rimasto fuori dall’allocazione dei PM
                                            • - Saturazione della nostra allocazione azionaria complessiva dei PM, che è al massimo possibile  da questo momento in avanti, può solo calare per uno

                                              di questi due fattori: (1) rientro in posizione LONG dell’Oro in EUR, oppure (2) segnale di uscita su qualche indice
                                            • - Indebolimento (momentaneo?) dell’Italia in termini di forza relativa  due cause esogene apparenti: (1) legge elettorale sgradita ai mercati e (2) timore di
                                              contagio dell’indipendentismo catalano al nord Italia  risultato: indebolimento del settore bancario
                                            • - Netto rafforzamento del Petrolio contro quasi tutti gli altri asset  uptrend già segnalato e in sviluppo
                                            • - Rottura al rialzo dello spread S&P:Oro, segnale con molti risvolti ma che in buona sostanza conferma l’attuale percezione, da parte dei mercati, di non necessità di protezione o depressurizzazione
                                            • - Rottura al ribasso da parte dell’EUR:USD del supporto di 1.1650, confermata in chiusura di settimana  targets in area 1.1450-1.13 ma soprattutto uno scricchiolio nella convinzione universale di un EUR in rafforzamento sullo stile 20012008  sarà necessario seguire gli sviluppi, soprattutto (1) una rottura al rialzo del USD:JPY sopra 114.50/115 come importante conferma della ritrovata forza del USD , oppure (2) un ritorno dell’EUR:USD sopra 1.18- 1.1850, ora forte barriera, come ritorno in pura fase laterale della valuta USA
                                            • - Qualche tensione sui tassi a lungo USA, mentre ancora lateralità sui bonds europei, sui quali valgono anche dopo le parole della BCE tutte le considerazioni già svolte sull’assenza di valore in relazione al rischio  quando verrà meno il supporto dove andranno i vari Bund e BTP?
                                            • Lo scenario è una sostanziale conferma di tutte le nostre precedenti indicazioni ed è sempre più coerente con la posizione complessiva dei mercati sulla nostra Curva Ciclica pubblicata nei Monthly Reports, resa solo leggermente più disarticolata dall’azione pesantissima delle Banche Centrali.
                                              Dal punto di vista della sequenza del ciclo quadriennale, non vi è ormai alcun dubbio residuale sul fatto che i mercati azionari siano diretti verso il punto 7 (un punto di TOP che ha un range temporale, basato sui precedenti storici, tra Dicembre 2017 e l’estate 2018 e che potrebbe corrispondere al punto (1) di grado superiore (ciclo dei 16-17 anni, anch’esso pubblicato nel report di Luglio 2017 e la cui slide riproponiamo nella pagina seguente).

                                              Vi sono quattro conclusioni operative di diverso livello da trarre in questo momento, che verranno approfondite e discusse nei prossimi webcast/webinar:
                                            • Sul breve termine, è chiaro che siamo in presenza di una accelerazione di un ostinato sottoposizionamento di molti operatori e di convogliamento degli
                                              asset destinati alla volatilità verso l’unico mercato restato ragionevole, nella sua irragionevolezza: le azioni.
                                            • il favore della stagionalità, dei cicli lunghi e l'assenza di alternative alle azioni sono ancora favorevoli
                                              Sul medio termine, questa fase potrebbe essere l'inizio della bolla speculativa su molti mercati , quindi la classica fase finale di totale obnubilamento e compiacenza che precede immediatamente i top maggiori, tuttavia questo scenario è assolutamente da non anticipare e da verificare e
                                            • riverificare strada facendo in base al comportamento dei mercati e ai dati concreti.
                                            • Tutti gli strumenti quantitativi (anche quelli che non mostriamo nei report) in nostro possesso puntano a un 2018-2019 di grande volatilità e di rischio per chi si affloscerà su strategie passive o pseudomacro e posizioni non difese attivamente. Questa è la prima volta che facciamo una call di questo tipo dal 2011. Piano piano il vento sale.

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                                            • #24
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                                              Eccoci con le ultime notizie:
                                              L’ingresso nel mese di Novembre produce importanti cambiamenti nella nostra mappa ciclica dei mercati azionari. Segnaliamo la formazione di un duplice flesso: il primo evidenzia un Top su base settimanale mentre il secondo, di gran lunga più importante, genera un gancio di acquisto sul ciclo mensile (che in questo modo si allinea al rialzo del ciclo di lungo termine). Da questo quadro resta esclusa l’Italia che, per ora, resta l’unico mercato in fase Tm di medio termine. L’output operativo è chiaro: ciclo e stagionalità a favoreun’eventuale correzione di breve andrebbe vista come occasione di acquisto ma cominciano a dover essere tenuti in conto l’ipercomperato e un palese atteggiamento di estrema compiacenza e di propensione esponenziale all’assunzione di rischio.

                                              Con ciò è evidente che si sta preparando una bolla rialzista sui mercati, tuttavia per ora lo scoppio è lontano. La consumer confidence è fortissima sia in europa che negli USA. Per ora si sta dalla parte rialzista, ma con gli occhi bene aperti.

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                                              • #25
                                                Buona domenica. Scorre questo bellissimo novembre e i mercati stanno riassorbendo gli eccessi. Nulla cambia per ora.
                                                Ecco quindi la situazione:
                                                L’ipercomperato, gli elevati livelli di compiacenza ed il top ciclico di breve termine evidenziati nella scorsa NTS sono stati confermati da una settimana correttiva sui principali mercati azionari. La ciclicità negativa di breve potrebbe proseguire per un periodo di 1/3 settimane andando a produrre un minimo tra la seconda metà di Novembre e la prima decade di Dicembre. Si tratta di un comportamento statisticamente molto ricorrente che potrà essere utile per 1) fornire un’occasione di acquisto in direzione del trend, 2) creare un punto di controllo per il 2018 e 3) creare i presupposti per il rally di fine anno (che non sarebbe stato sostenibile partendo da condizioni di ipercomperato). I livelli di stop mensile rappresentano sempre la nostra guida per identificare un’eventuale cambiamento di scenario.

                                                Nota mia:
                                                interessanti le commodities, l'oro è in trading range, ma è da monitorare per un eventuale ingresso long. Il petrolio sconta le tensioni in Libano ed in Arabia Saudita e potrebbe darci nuove sorprese rialziste.

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                                                • #26
                                                  Buona (fredda) domenica invernale.

                                                  Ecco lo script settimanale (con indicazioni molto interessanti):

                                                  Mercati Azionari: tutti i principali indici ed etf sono al rialzo, salvo qualche rara eccezione. I livelli di stop previsti per Dicembre saranno in forte avvicinamento, soprattutto sugli indici entrati per ultimi (Dax, Es50). In questo contesto l’unico scenario che manterrebbe invariata l’esposizione azionaria globale sarebbe quello di un’ulteriore (ultima?) accelerazione rialzista dell’equity. Nel caso opposto è verosimile che scatteranno diversi livelli di stop che, come nel caso del Mib, chiuderebbero posizioni rialziste dopo oltre un anno nel quale la disciplina dell’algoritmo (e di chi lo ha seguito) ha ampiamento premiato. Lo schema logico che sta seguendo il modello, che è quello che ipotizzava la correzione (vedi svariate mappe cicliche sulla NTS e sul Monthly), ipotizza anche una ripresa della salita tra fine mese e inizio Dicembre (con un pivot point di minimo tra il 20/11 e il 10/12). Per ora non ci sono motivi di preoccupazione, è tutto pienamente nella norma: il problema è che siamo stati tutti viziati da mesi di volatilità così bassa che la normalità sembra un'anomalia.

                                                  Mercati Obbligazionari: restano un non evento. Tutto il segmento in Euro è al rialzo e presente nei nostri PM ma non sembra in grado di offrire un sostanziale contributo alla redditività. Gli stop restano quasi ovunque invariati (e comunque vicini ai livelli attuali, tutelando le posizioni in essere) attenzione in particolare agli High Yield che a nostro avviso hanno espresso quasi per intero il loro potenziale. Il segmento in Usd invece è ancora interamente fuori. Sebbene i livelli di ingresso non siano lontani, 2-3% dai valori attuali, il loro andamento è legato più alla componente valutaria di quanto non lo sia al sottostante obbligazionario.

                                                  Oro: in USD è al rialzo con uno stop per Dicembre che si alza leggermente a 1260. Si avvicina ulteriormente il livello di ingresso del PHAU (Oro in Euro) che passa in Dicembre da 108.80 a 106.60. Un’eventuale ingresso, tutt’altro che improbabile, avrebbe un grande impatto sui PM che salirebbero complessivamente al 17-18% di allocazione in Oro, alleggerendo in molti casi le posizioni sull’azionario.

                                                  Eur/Usd: continua la fase di trading range, confermata dalla neutralità segnalata dall’ID anche sul Dollar Index e sull’Usd/Jpy. Situazione incerta: meglio attendere il debordo dal range 1.1967/1.1555 (che restituirà direzionalità al modello mensile) e dal noto 114.50-110 sul Usd/Jpy.

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                                                  • #27
                                                    Buona settimana a Voi tutti. Ecco un breve aggiornamento settimanale sui mercati:
                                                    La ciclicità di breve termine evolve verso la fase Terminating confermando, al momento, tutte le caratteristiche per la classica occasione d’acquisto pre - rally natalizio.

                                                    La prossima giuntura di acquisto settimanale fornirà un completo allineamento ciclico rialzista (BT, MT, LT):

                                                    Segnale con il massimo impatto potenziale.

                                                    Si mantengono positivi anche tutti gli altri elementi di analisi :il trend è ovunque al rialzo (e gli stop di Dicembre sono in forte avvicinamento per tutelarci da un cambio di scenario), la stagionalità è supportiva ed i ratio con la volatilità hanno scaricato gli eccessi di breve.

                                                    A livello di temporalità è lecito aspettarsi il bottom ciclico entro la prima decade di Dicembre. Ricordiamo che questa fase di tipo Terminating è sempre la più rischiosa e non si deve anticipare. I minimi di novembre, ancora da confermare rappresentano un primo importante punto di controllo.


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                                                    • #28
                                                      Buona domenica, Gran freddo, però.

                                                      Ecco la situazione:
                                                      Prosegue la fase ciclica negativa di breve termine con la quasi totalità dei mercati in fase terminating ed alcuni prossimi ad un flesso rialzista. I mercati azionari più deboli stanno ritestando i minimi di Novembre (in alcuni casi marginalmente perforati Dax fuori dai PM). Oltre ai mercati europei da segnalare la debolezza del Nasdaq che con molti titoli è stato il mercato trainante di questo bull market (si veda in proposito quanto scritto nel chartbook del 22.11). Per tutti gli elementi supportivi già noti (allineamento ciclico, stagionalità, trend di LT) i mercati sono chiamati ad una nuova, pronta, accelerazione. La prosecuzione di un movimento correttivo in questa fase potrebbe mettere le basi per un cambio strutturale del quadro operativo.

                                                      Mercati azionari: un ristretto gruppo di indici riesce a mantenersi in prossimità dei massimi (Dow Jones, S&P 500, Nikkei) ma presenta diffusi e importanti livelli di ipercomprato. Sulla maggior parte degli altri mercati (borse europee in generale, Brasile, India) prosegue la fase correttiva con un retest dei recenti minimi di Novembre. Alcuni indici sono ancor più deboli (Ftse 100, Shanghai) e presentano una struttura con minimi decrescenti. Il quadro è tecnicamente delicato e l’emotività elevata nonostante la correzione sia ben poca cosa in termini percentuali effetto dell’assuefazione all’assenza di volatilità.
                                                      Il nostro scenario preferito non cambia ed è quello espresso nelle Mappe Cicliche: in estrema sintesi, il prossimo TOP CICLICO è individuato dal punto 7 del ciclo quadriennale, che statisticamente cade nella prima metà del 2018

                                                      La possibilità di un minimo entro la prima decade di Dicembre con successiva ripartenza rialzista verso la primissima parte del 2018 è pertanto ancora uno scenario percorribile. Una prosecuzione della correzione che portasse alla progressiva uscita degli indici azionari dai nostri modelli e soprattutto all’uscita dei mercati Usa (ad oggi i più distanti dai livelli di neutralità) forzerebbe – come ovvio - una revisione dello scenario.

                                                      Mercati obbligazionari: valgono le considerazioni già fatte più volte sull’assenza di convenienza oggettiva. Confermano tuttavia il quadro di incertezza che si sta delineando ed incrementano (marginalmente) le loro quotazioni. E’ importante evidenziare che i ratio borse/bonds, ad eccezione degli Usa, in Dicembre si sono portati da letture pro-equity a letture di neutralità. Continuare ad evitare la componente in Usd.

                                                      • Materie prime: Oro che resta stabile in trading range e Argento ancor più debole. Continua la ripresa del Brent che resta forte sui massimi dell’anno.

                                                      • Valute: come pubblicato nella scorsa NTS il Dollaro sembra poter proseguire la sua fase di debolezza vicino il livello di ingresso sull’Eur/Usd ma attendiamo con disciplina senza anticipare.

                                                      • Crypto: le condizioni di volatilità sono estreme così come lo è la resilienza dopo ogni correzione, prontamente riassorbita. I trend di Bitcoin ed Ethereum restano al rialzo.



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                                                      • #29
                                                        Con questa bella neve si inizia la settimana e si va verso la fine dell'anno borsistico.

                                                        Come già valutato siamo al bottom ciclico di breve. SP500, europa e mib lo hanno superato. Gli altri indici quasi. I tre cicli di breve medio e lungo sono di nuovo riallineati al rialzo. Il punto di controllo per lo scenario sono i minimi del bimestre novembre dicembre raggiunti.
                                                        Si prevede un top ciclico nella prima parte del 2018. Qui è attesa una correzione profonda dei mercati, tuttavia non ancora la fine del ciclo rialzista di lungo periodo.
                                                        Oro in fase di debolezza e BTP ancora forte. Prudenza.
                                                        Eur/Usd in trading range.
                                                        I mercati sono in fase interessante e profittevole. Per dicembre non si prevedono scossoni. La stagionalità è ancora favorevole.
                                                        Tuttavia non tutto è prevedibile e il cambio di scenario deve essere sempre monitorato.

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                                                        • #30
                                                          Buona domenica pre - Natale a Voi tutti.

                                                          Situazione intrigante con una divergenza sempre più netta fra Mercati USA e Europa. Attenzione ai supporti della coppia di minimi fra novembre e dicembre per l'Europa.. Se rotti potremo assistere a una estensione ribassista.

                                                          Sui mercati USA c'è evidente iper comprato, tuttavia sono quelli come sempre più forti, Solo il Nikkei tiene il passo con gli USA.
                                                          La questione è che non c'è profittabilità in giro, salvo appunto USA e la bolla del bitcoin.

                                                          Il rame (e le materie prime) su base mensile è interessante, dopo la correzione. E' comunque in trend rialzista di medio lungo..

                                                          SP500 ha un target naturale a 2700, ma è possibile una estensione anche oltre 2800 nei primi 6 mesi del prossimo anno.
                                                          Sul MIB siamo a 22000 che in genere tiene. Se rotto allora il testa spalle formatosi prende peso e consistenza.
                                                          Oro è debole per ora. Il BTP mi pare da lasciare perdere.

                                                          Per gli HY male in europa e quasi vicino un ingresso long su HY USA. Ovvio che dipende dal cambio Eur/Usd. Che appare incerto. Bisogna attendere.

                                                          Sono curioso di vedere, infine, l'evoluzione del bitcoin che comunque è ancora al rialzo, benché la bolla sia ormai evidente.

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                                                          • #31
                                                            E così ci avviciniamo a grandi passi a un nuovo anno finanziario.
                                                            Poco da aggiungere alla scorsa settimana.
                                                            Ecco la situazione:
                                                            La fase ciclica di breve termine si allinea al rialzo anche su emergenti e Bric, completando di fatto il bottom settimanale su tutti i principali mercati. L’output operativo continua ad essere coerente con la nostra ipotesi di lavoro principale che possiamo definire di positivismo cautelato. Il positivismo è legato alle condizioni tecniche supportive ben note (trend, ciclicità, stagionalità) mentre gli stop mensili dei nostri modelli ci consentono di recepire tempestivamente un cambio di scenario. In termini di forza relativa continua ad acuirsi la divergenza tra Usa (trainanti) ed Europa (debole) mentre appaiono in recupero i Bric. L’Italia si conferma tra i mercati più deboli: è l’unico ancora Tm su base mensile e in possibile estensione ribassista settimanale. Attenti agli stop.
                                                            Ricordiamo che la rottura al ribasso in gennaio dei minimi di novembre dicembre è un pessimo segno.
                                                            Obbligazionari governativi in indebolimento. Il BTP sicuramente è da trattare con le pinze.Il supporto strategico è 133-134.
                                                            Oro dormiente e EUR/USD in trading range.

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                                                              Allora Buon Anno a noi tutti, dopo un bel pò di ferie (mie).
                                                              Riprendiamo le fila dell'anno finanziario con un ultimo aggiornamento.
                                                              Prosegue la fase di allineamento rialzista dei mercati azionari, tipica delle fasi 3
                                                              del Ciclo, con la netta maggioranza degli indici e dei titoli che si trova
                                                              congiuntamente in posizione Advancing e al rialzo (LONG) su tutti gli archi
                                                              temporali. Le recenti dinamiche di prezzo stanno confermando la bontà della
                                                              struttura metodologica:allineamento rialzista = massimo impatto teorico. Il prossimo top ciclico di breve è previsto fra febbraio e marzo.
                                                              Allora, tutti i mercati azionari tirano, meglio USA emergenti e bric. L'eur/usd punta verso 1,25-1,27, il brent dovrebbe avere raggiunto il suo target a 69/70.
                                                              Oro da seguire: spartiacque fondamentale il livello 1375/1390.
                                                              Stare ovviamente lontani dal reddito fisso, per quanto possibile. E' ancora un momento di azioni. Solo europa un pò in ritardo. Tuttavia gli USA sono entrati da un pò in surriscaldamento. Consideriamo che per SP500 il target rialzista intermedio è di 2844,92, per l'anno in corso.
                                                              Buon Trading a tutti.

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                                                                Buona settimana e buon trading.
                                                                Nessuna novità. Accelerazione rialzista dei mercati.
                                                                Ecco la situazione:
                                                                Fortissima concentrazione di mercati e titoli in fase A e in posizione LONG su tutti
                                                                gli archi temporali = massima spinta del mercato, tipica delle fasi 3 del Ciclo. Le
                                                                recenti dinamiche di prezzo stanno confermando la bontà della struttura
                                                                metodologica: allineamento rialzistamassimo impatto teorico. Il prossimo top
                                                                ciclico di breve termine è previsto tra Febbraio e Marzo e potrà provocare un rallentamento o più probabilmente una correzione violenta ma veloce (1-3 settimane al massimo) per scaricare gli eccessi.
                                                                Insomma bolla azionaria globale su tutti i mercati, ma attenzione al 2-3 trimestre 2018. Ci si può aspettare un bel buco nero.
                                                                Obbligazioni molto vulnerabili.
                                                                Commodities ovviamente positive. Vedere il CRB.
                                                                Dollaro debole. Non diversificare dall'euro.

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                                                                  Buona domenica. Ecco le novità, che novità non sono.

                                                                  Mercati Azionari: il nostro algoritmo identifica il quadro dei principali indici ed Etf azionari in piena posizione rialzista (la colonna 1.00 identifica la posizione attuale). Si tratta di una delle letture più omogenee mai verificatesi con le uniche eccezioni (presumibilmente momentanee) di Cac40 ed Es50.

                                                                  Sugli indici al rialzo da maggior tempo i livelli di stop sono in ulteriore avvicinamento: emblematico l’S&P 500 che è ininterrottamente al rialzo nei nostri PM dal Dicembre 2016, con lo stop che asseconda il movimento rialzista salendo di oltre il 5% rispetto al valore attuale. Sugli indici appena rientrati (tipicamente quelli europei) gli stop sono comunque contenuti, nell’ordine del 5/6% dalle ultime chiusure.

                                                                  ATTENZIONE: l’area compresa tra i livelli di neutralità ed i minimi dei mercati in questa prima parte dell’anno rappresenta un punto di controllo strategico. Un’eventuale correzione (che non ecceda questi livelli) andrebbe ancora valutata come opportunità di acquisto.

                                                                  Mercati Obbligazionari: quadro complessivo diametralmente opposto rispetto ai mercati azionari. L’unico comparto che resta in posizione rialzista è quello degli High Yield in Euro mentre continua l’indebolimento dei governativi (forte riduzione di duration sui PM) e del segmento in Usd, legato all’andamento della componente valutaria. Continuiamo ad evidenziare come la redditività prospettica sia limitata e l’efficienza molto bassa se parametrata ai potenziali rischi.

                                                                  Commodities: l’Oro ha superato come il burro la prima resistenza (ora supporto) in area 1330 e sta attaccando la cruciale area 1375-90. Una chiusura settimanale + mensile del metallo giallo sopra questi livelli rappresenterebbe un segnale potente di ingresso in un nuovo Bull Market, dal quale l’Oro era uscito dop il top del 2011. Anche il livello di ingresso del PHAU (Oro in Euro) non è lontano, ma è influenzato dalla debolezza del USD. Un’eventuale ingresso avrebbe un grande impatto sui PM che salirebbero complessivamente al 17-18% di allocazione in Oro, alleggerendo le posizioni sull’azionario.

                                                                  Valute: confermata la nuova fase di debolezza dell’Usd  il segnale rialzista dell’Eur/Usd è stato seguito dai segnali short su Usd/Jpy e Dollar Index. Sull’Eur/Usd il livello di neutralità del prossimo mese (molto vicino ai minimi dell’anno) rappresenta un importante punto di controllo per un cambio di scenario.

                                                                  Comment


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                                                                    Buona domenica a tutti.
                                                                    Notevole il livello di leva finanziaria sui mercati azionari americani. Il grafico è da paura. Tuttavia la bolla per ora tiene bene.
                                                                    Anche vero che la situazione dei bond è molto fragile e con prospettive pessime. Quindi il denaro da qualche parte deve andare.
                                                                    Allora:
                                                                    L’ingresso in Febbraio coincide con una fase di top ciclico di breve termine per la
                                                                    maggior parte dei mercati azionari. In un contesto di medio e lungo termine che
                                                                    rimane supportivo è lecito attendersi un’evoluzione della «downleg» settimanale
                                                                    sino alla seconda metà di Febbraio (1-3 settimane). Il punto di controllo che
                                                                    metterebbe in discussione uno scenario pro-equity è identificabile nei minimi di
                                                                    Gennaio ed una correzione che avvicini questi livelli, senza eccederli,
                                                                    rappresenterebbe a nostro avviso un’opportunità di acquisto. Per la forza relativa assai meglio gli USA rispetto ai mercati europei.
                                                                    Il dax è tornato in trading range, ma è critico il livello 12.800 circa, come supporto.
                                                                    Per il MIB il solito 24.000 ha nuovamente fermato l'indice. Si tratta veramente di una resistenza fortissima.
                                                                    Occhio come sempre alle consumer confidence più che non al tasso di disoccupazione.
                                                                    Interessantissimo ,come caso di studio di bolla, il grafico del bitcoin. Da studiare.
                                                                    Buon trading.

                                                                    Comment


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                                                                      Buona settimana. Grande cautela. Volatilità!!!!!

                                                                      Ecco la nota:
                                                                      Il violento calo dei mercati azionari sta avendo un profondo impatto sulla mappa ciclica, in quanto appare potenzialmente in grado di modificare il quadro strutturale di medio-lungo periodo. La valenza del ribasso è stata tale da generare segnali di top ciclico anticipato anche su base mensile e trimestrale. Si tratta di indicazioni che andranno confermatela fase rialzista può ancora essere ripristinata in caso di ripresa (rispettivamente entro fine mese e fine trimestre) tuttavia va evidenziato anche un peggioramento nelle indicazioni di trend (short diffuso e risk-off totale) 
                                                                      CAUTELA. Gli eccessi ribassisti, presenti sui grafici daily, scompaiono su base weekly e ancor più su base monthly.

                                                                      I tempi per la prossima giuntura di acquisto su base settimanale non sono ancora maturi.
                                                                      Il crash di questa settimana ha spinto il nostro algoritmo ID (investitore disciplinato) alla chiusura di tutte le posizioni rialziste sui mercati azionari. Viene meno così per il momento anche la contribuzione positiva delle borse con un sell-off che, nella sua entità, evidenzia il collo di bottiglia che si era creato per mancanza di alternative.

                                                                      Quello che impressiona e che rafforza l’ipotesi di un deleveraging è che non si vede nessun asset che funzioni da «safe haven»  dove sono andati i flussi in uscita dalle borse? Il potenziale beneficiario naturale di borse l'oro resta dormiente.
                                                                      • Liquidità dei big investors ai minimi storici e compiacenza altissima sono state due chiare concause di questo calo  avidità e necessità di rendimento.
                                                                      • Noi non vediamo nella questione tassi (reali e attesi) il vero trigger, ma per ora semplicemente un’altra concausa e nemmeno tra le principali.
                                                                      • Anche il calo delle crypto è contestuale ma fondamentalmente scollegato rispetto al calo delle borse.
                                                                      • Il vero anello debole non è il calo delle quotazioni ma l’impennata della volatilità: il VIX a 50 ha fatto saltare molte importanti strategie Short Vol e
                                                                        nessuno sa quali altri effetti/danni abbia o possa causare, specie se la volatilità elevata persistesse per una/due settimane.
                                                                      • Il rialzo della volatilità è stato NETTAMENTE SPROPORZIONATO rispetto al calo degli indici, segno di estrema vulnerabilità del sistema a eventuali choc
                                                                        e chiaro sintomo dell’eccesso di leva/speculazione presente sul mercato (specie nordamericano).
                                                                      • Restano da verificare, in un ambiente che non si riequilibrasse subito, gli effetti di questa situazione sulle strategie «risk parity» (tema più volte trattato): rebalancing con riduzione forzata della quota azionaria? vendita massiccia di ETF?
                                                                      • Comunque, questo calo è tutt’altro che banale ed è il primo «ACID TEST» per capire quanto di questo rialzo è dovuto al QE e alla leva e – in ultima analisi -
                                                                        quanto sono resilienti o vulnerabili i mercati dopo anni di progressiva anestesia e desuetudine al rischio dovuta all’azione delle Banche Centrali.




                                                                      Comment


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                                                                        Ecco l'aggiornamento. Importante. Sembra che la trappola per tori non sia ancora scattata, ma non manca molto. Si sta sviluppando un potente top ciclico. Aprile -maggio? Insomma un'estate successiva molto pericolosa. Dal punto di vista dell'investitore, non del trader, la profittabilità è bassa.

                                                                        Mercati Azionari: il violento calo di Febbraio (10 sedute ma un picco di volatilità sul VIX tra i 10 più alti dall’80 ad oggi) sbatte letteralmente fuori di forza quasi tutti gli indici dalla posizione rialzista mensile. Si salvano Brasile e l’ETF LatAm, che insieme alla Russia appaiono al momento i due mercati meglio impostati.
                                                                        Il passaggio così rapido da un estremo (All-in LONG) ad un altro (All-Out) è un evento molto raro che nei pochi precedenti è stato collegato all’avvio di fasi di diversi mesi (a volte anni) di incertezza e di violenti strappi in entrambe le direzioni. Come spiegato nel report mensile, non escludiamo che la percezione di tenuta dei mercati inneschi un’altra ondata di acquisti in grado di riportare molti degli indici in posizione LONG entro la Primavera. Attenzione ai mercati ora in posizione SHORT su base mensile: sono i più deboli e presumibilmente rimarranno i più deboli – da evitare – anche in un eventuale rally.

                                                                        Mercati Obbligazionari: si conferma un quadro strutturale negativo (anche gli High Yield in Euro hanno capitolato: era prevedibile) mentre continua l’indebolimento dei governativi (duration ai minimi sui PM) e del segmento in Usd, legato all’andamento della componente valutaria. Continuiamo ad evidenziare come la redditività prospettica sia limitata e l’efficienza molto bassa se parametrata ai potenziali rischi.

                                                                        Commodities: l’Oro continua a lavorare tra il supporto di 1330/1300 e la cruciale area 1375-90. Una chiusura settimanale + mensile del metallo giallo sopra questi livelli rappresenterebbe un segnale potente di ingresso in un nuovo Bull Market, dal quale l’Oro era uscito dopo il top del 2011. Anche il livello di ingresso del PHAU (Oro in Euro) non è lontano, ma è influenzato dalla debolezza del USD. Un’eventuale ingresso avrebbe un grande impatto sui PM che salirebbero complessivamente al 17- 18% di allocazione in Oro.

                                                                        Valute: confermata la nuova fase di debolezza dell’Usd  il segnale rialzista dell’Eur/Usd è stato seguito dai segnali short su Usd/Jpy e Dollar Index. Sull’Eur/Usd il livello di neutralità del prossimo mese (molto vicino ai minimi dell’anno) rappresenta un importante punto di controllo per un cambio di scenario.


                                                                        Comment


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                                                                          Buona domenica a Voi tutti.
                                                                          C'è poco da dire questa settimana. Siamo in una fase interlocutoria e tutto quanto espresso la volta scorsa rimane stabile.
                                                                          Resta da capire questo picco di volatilità recente, così elevato.
                                                                          Rimangono saldi i nostri punti di riferimento: la consumer confidence, la leva sui mercati americani e la dominanza degli indici USA su tutta la finanza planetaria.
                                                                          Si osserva un ricupero del settore bancario europeo con intesa, in italia, al primo posto.
                                                                          Ci stiamo avvicinando a una fase topping dei mercati azionari, su tutti i livelli temporali. E' già iniziata la distribuzione? La situazione si chiarirà nei prossimi mesi.

                                                                          Comment


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                                                                            Buona domenica di freddo e di elezioni.
                                                                            Ecco il punto:
                                                                            Il verdetto ciclico che emerge dal nuovo mese è chiaro: il deterioramento che ha fatto seguito allo «spike top» di Gennaio ha intaccato profondamente il momentum mensile, che è passato da positivo in fase distributiva/negativa. A nostro avviso le chances di un recupero di breve, favorito dalla stagionalità, tra Marzo e Maggio (vedi Mappa a fianco e sul Monthly) restano intatte ma sono legate alla tenuta da parte degli indici USA dei recenti minimi, la cui rottura potrebbe portare a un ulteriore peggioramento tecnico e ciclico.
                                                                            Europa messa assai peggio degli USA.
                                                                            Da maggio a novembre periodo assai delicato. Sugli USA si sta sviluppando e non è ancora conclusa una bolla importante sui mercati azionari. Attenzione al clima di 'compiacenza'.
                                                                            Sembra veramente una fase di distribuzione, tuttavia per ora non vi è evidenza di dove si stia spostando il denaro.
                                                                            Per ora si può dire che, storicamente, marzo e aprile non sono mai stati mesi di crash.

                                                                            Comment


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                                                                              Buona domenica. Piovosa, ma con la prima fioritura in arrivo.
                                                                              Ecco il quadro (invariato):
                                                                              Situazione invariata. Sul breve, fatta salva l’eventualità (come detto marginale) di una nuova immediata spinta ribassista, prevale lo scenario delineato di un minimo in formazione, favorito dalla stagionalità, che può portare ad un recupero tra ora e Maggio (vedi Mappa a fianco e sul Monthly). L’Europa è sempre la più debole, ma appare in un ipervenduto di forza relativa così pronunciato da rendere possibile una reazione,
                                                                              Qui in Italia gli investitori internazionali, guardano più all'economia che alla politica. In fondo, un governo che non faccia danni economici, sarebbe più che accettato.
                                                                              Ricordiamo: a livello mondiale, noi siamo un piccolo paese (pieno certo di persone geniali) di nessun conto. Ed è inutile negare lo stato dei fatti.

                                                                              Comment


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                                                                                Buona domenica a tutti. Intanto si conferma un marzo piovoso, sia dal punto di vista politico, sia metereologico.
                                                                                Nei mercati, questo è il punto:
                                                                                Su tutti i mercati azionari si completa la formazione della giuntura di acquisto di breve termine (settimanale). Lo scenario principale attribuisce a questa fase ciclica positiva la possibilità di supportare i mercati per le prossime settimane. Questa ipotesi è avvalorata dalle indicazioni sulla stagionalità che vede nel bimestre marzo-aprile uno dei periodi più favorevoli dell’anno. Il prossimo top ciclico primaverile (aprile-maggio?) sarà tuttavia inserito in un quadro ciclico pericoloso a causa del deterioramento sui cicli di medio-lungo termine. Riteniamo marginali le possibilità di una nuova immediata spinta ribassista che, in caso di rottura dei recenti minimi di febbraio-marzo, avrebbe importanti ripercussioni in chiave di scenario.

                                                                                Mercati Azionari: il Nasdaq si conferma l’indice più forte ed è stato il primo (e finora l’unico) mercato in grado di ripristinare velocemente la tendenza rialzista, affiancando il Brasile (unico mercato a non uscire dalla posizione long con il calo di febbraio). I livelli del prossimo mese son in marginale avvicinamento: su alcuni mercati (Usa, Italia ed emerging) in caso di rally è concreta la possibilità di un nuovoi ngresso mentre suimercati più deboli(tipicamente Dax ed Es50 attualmente SHORT) i livelli resteranno ancora distanti ed un ingresso è decisamente meno probabile.

                                                                                Continua ad esser valido il suggerimento di un approccio opportunistico (compatibilmente con il profilo di rischio e l’orizzonte temporale di investimento)  sfruttare le fasi cicliche positive di breve termine e prediligere i mercati forti (= i primi a tornare long su base settimanale sulle tavole dei livelli).

                                                                                Mercati Obbligazionari: nessun segmento obbligazionario è attualmente al rialzo. Elemento insieme significativo e sintomatico che si riflette nell’output di short duration dei PM. Continuiamo a credere che la profittabilità potenziale sia contenuta se parametrata ai rischi. Su alcuni comparti (Btp, Bonds 5-7 Y e Global Bond) i livelli di rialzo non sono lontani e dal mese prossimo saranno in ulteriore avvicinamento. Ne seguiremo l’evoluzione per valutarne le implicazioni operative. Sulla parte in Usd iniziano ad essere evidenti i segnali di ipervenduto ma è ancora lontana una stabilizzazione strutturale che ne permetta il reintegro nelle nostre allocazioni.

                                                                                Commodities: l’Oro resta dormiente. In Usd è al rialzo sui nostri modelli ma improduttivo nelle dinamiche di prezzo. Il punto di controllo resta invariato in area 1300. In forte avvicinamento i livelli per il Phau (Oro in Euro)  un’eventuale ingresso avrebbe un grande impatto sui PM che salirebbero complessivamente al 17-18% di allocazione in Oro.

                                                                                Valute: Usd ancora debole (long Eur/Usd, short Usd/Jpy e Dollar Index) ma con livelli di stop in avvicinamento. Sull’Eur/Usd l’area tra 1.2150 (stop mensile) e 1.19 (1.1916 sarà lo stop trimestrale) rappresenta un punto di controllo strategico che, se rotto al ribasso, innescherebbe un cambio di scenario.

                                                                                Comment


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                                                                                  Buona domenica delle Palme.
                                                                                  Massima prudenza. Deterioramento!!!
                                                                                  Seguire, per adesso, l'evoluzione di oro e petrolio nelle commodities. Rame invece debole.

                                                                                  Piccolo aggiornamento:

                                                                                  L’azione di mercato di quest’ultima settimana è in netto contrasto con la posizione ciclica di breve, che è in piena fase UP e quindi dovrebbe essere supportiva. Questa distonia deve far scattare un PREALLARME importante, in quanto (come spesso spiegato in passato a proposito delle ESTENSIONI), un mercato che si distacca dal suo percorso ciclico è un mercato in disequilibrio e quindi passibile di MOVIMENTI VIOLENTI. Qualora il trend ribassista dovesse continuare e «piegare» al ribasso il CM weekly, questo implicherebbe una elevata probabilità di altri cali in Aprile. E’ molto probabile allo stato attuale che da inizio Aprile (nuovo mese e nuovo trimestre) si verifichi una migrazione di diversi CM mensili e trimestrali delle borse in fase D  processo di top ciclico
                                                                                  Se non ci saranno reazioni, il trimestre si avvia a una chiusura in profondo rosso, ma soprattutto sui minimi e con molti mercati europei in chiara struttura ribassista. L’incapacità dei mercati azionari di sfruttare la stagionalità FORTEMENTE FAVOREVOLE di Marzo e Aprile e una ciclicità di breve anch’essa favorevole, getta molte ombre e deve accendere lampadine rosse, anche se in questo momento questo appare in contrasto con l’outlook economico. Anche la reazione dell’Oro e dei governativi europei (specie il BTP) ha in questo momento il senso di un avviso ai naviganti.

                                                                                  Mercati Azionari – Settimana molto difficile. Lo scenario non migliora di certo. A fianco in alto proponiamo il grafico annuale del FTSE100 inglese, un indice tecnicamente molto disciplinato, che ha appena rotto al ribasso la sua banda inferiore di proiezione annua di range (linea blu), evento accaduto dal 1980 ad oggi solo in due precedenti: 2001 e 2008. Più che un segnale, lo consideriamo l’ennesimo sintomo dissonante. Brutte anche India e Cina nei BRIC, si salvano per ora (ma attenzione) Brasile e Russia.

                                                                                  Mercati Obbligazionari - Torna al rialzo il BTP: nessuna valutazione fondamentale, ma solo da parte del mercato FAME DI RENDIMENTO. Su alcuni comparti (ETF 5-7 Y e Global Bond) i livelli di rialzo non sono lontani e dal mese prossimo saranno in ulteriore avvicinamento. Ne seguiremo l’evoluzione per valutarne le implicazioni operative. Sulla parte in Usd iniziano ad essere evidenti i segnali di ipervenduto ma è ancora embrionale una stabilizzazione. HY e EMG deboli.

                                                                                  Valute: Usd ancora debole (long Eur/Usd, short Usd/Jpy e Dollar Index) ma con livelli di stop in avvicinamento: sull’Eur/Usd l’area tra 1.2150 (stop mensile) e 1.19 (1.1916 sarà lo stop trimestrale) rappresenta un punto di controllo strategico che, se rotto al ribasso, innescherebbe un cambio di scenario.



                                                                                  Comment


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                                                                                    Buona Pasquetta!

                                                                                    Ecco la situazione:

                                                                                    Mercati Azionari – Marzo termina con una settimana di stabilizzazione, dove sono state evitate le rotture dei supporti primari su molti mercaticitiamo le aree 21500 MIB, 11800/11500 DAX, (minimo 2016), 2600/2550 S&P, 6900/6780 NASDAQ (la chiusura settimanale e giornaliera minori del periodo), 3300/3220 (minimo 2017) ES50.
                                                                                    La rottura di questi livelli, oltre a indicare un palese peggioramento del quadro tecnico, convaliderà ufficialmente DA ORA IN AVANTI l’inizio di un BEAR MARKET globale sulle borse che per ora è latente ma già in atto su molti titoli e incombente su molti indici.

                                                                                    Mercati Obbligazionari – Marzo si chiude con un bilancio in rosso per tutti tranne che per la parte lunga della curva europea (vedi tabella a fianco)  sintomo come già detto della FAME CHIMICA di rendimento dei grandi investitori istituzionali. In ordine di preferenza, e come sempre in funzione dei segnali che arriveranno, terremmo sott’occhio nei prossimi mesi EMGB e HY USA per una pura questione di rendimento  ma è essenziale una stabilizzazione del USD.

                                                                                    E’ nostro dovere segnalare che dopo molti mesi di silenzio (un solo segnale – inefficace – dall’autunno 2016 ad oggi), il CRISIS INDICATOR torna a scattare su ON a causa dell’ingresso (profittevole) dell’Eurostoxx50 in posizione Short sul PM Black Swan. Il paragone con l’indice, visibile sul chart in grigio, evidenzia come non tutti i segnali del CRISI siano giusti (quindi siano stati seguiti da peggioramenti sostanziali) ma anche come questo segnale abbia avuto negli ultimi due decenni una forte capacità di identificazione delle principali fasi di crisi dei mercati azionari, a volte anche con diversi mesi di anticipo sugli eventi-chiave (es.: 2001 e 2008, quando scattò mesi primi di Twin Towers e Lehman). Questo segnale rientrerebbe in caso di uscita dalla posizione Short a livello mensile sull’Eurostoxx50, ma verrebbe rafforzato in caso di eventuale futuro ingresso in posizione Short (sempre mensile) del FTSE MIB.
                                                                                    Per ora riteniamo che questo sia semplicemente un altro tassello in uno scenario di incertezza e contraddizione tra economia e mercati.

                                                                                    Mi sembra di vedere che, anche quest'anno, i mercati ci stiano iniziando a dire 'sell in May and go away'.

                                                                                    Comment


                                                                                    • #44
                                                                                      Buona Domenica( in Albis).
                                                                                      Ecco le notizie:
                                                                                      Il quadro ciclico parla chiaro: la musica è radicalmente cambiata. Tra l’altro si stanno formando estensioni ribassiste (in assoluto il segnale più pericoloso, statisticamente, della nostra metodologia) sia su base mensile che su base settimanale. In parole semplici, i mercati stanno perdendo l’occasione per tornare a salire, segno di evidente debolezza e di pressione in vendita nettamente superiore a quella in acquisto.
                                                                                      Non indaghiamo per ora sui motivi: prendiamo atto che lo scenario è passato da un 2016 di OPPORTUNITA’, a un 2017 di TREND FAVOREVOLE a un 2018 chiaramente OSTICO SE NON OSTILE.

                                                                                      Vi lascio anche un commento generale (un pò lungo, se non avete voglia, non leggetelo):

                                                                                      Circa 10 anni fa, nella primavera del 2008, cominciavano ad avvertirsi chiare le avvisaglie della grande crisi che avrebbe colpito i mercati e le economie mondiali nei mesi successivi. Dopo 10 anni e dopo innumerevoli accadimenti che erano allora completamente fuori da ogni possibile previsione (l’S&P500 vale il doppio, mentre l’Eurostoxx50 poco più della metà), forse è interessante fare un bilancio su quello che abbiamo veramente imparato.

                                                                                      La prima lezione, che secondo me va scolpita nella mente di ciascuno e che invece è proprio quella che fa una fatica tremenda ad essere metabolizzata, è che il futuro non è prevedibile. Nessuno 10 anni fa sarebbe riuscito non sono lontanamente, ma nemmeno con grande approssimazione a prevedere ciò che poi sarebbe realmente successo all'economia ed ai mercati finanziari nei 5 anni successivi: figuriamoci nei 10.

                                                                                      Ma siccome le cose tutto sommato si sono aggiustate - poi vedremo come - ancora oggi sentiamo tutti parlare del lungo termine come di un fattore statisticamente controllabile. Quasi nessuno osava usare la frase “lungo termine” in quell'estate e autunno 2008.

                                                                                      La seconda lezione è che gli estremi chiamano reazioni estreme. L'alternanza tra fasi di bassa e altissima volatilità degli ultimi anni e in particolare del periodo post 1998 e l'alternanza di movimenti enormi in entrambe le direzioni di molti mercati e il crearsi di infinite bolle speculative seguite da crash e da altre bolle speculative negli stessi mercati e in mercati diversi, non è che il risultato di una serie di comportamenti poco equilibrati da parte di una serie di attori, anche molto importanti, della grande commedia finanziaria. La commedia anche nel teatro greco confinava strettamente da un lato con la farsa e dall'altro con la tragedia, esattamente come sui mercati.

                                                                                      La terza lezione che ancora una volta nessuno riesce a citare con lucidità è che l'America - poliziotto del mondo - è perfettamente fedele al suo spirito capitalista e quindi persegue le proprie politiche in maniera del tutto autonoma dai processi decisionali del resto del mondo. Veniamo al caso pratico, rappresentato dalle misure che sono state adottate dalla Fed dopo la crisi del 2008 e che hanno pervaso con i loro effetti tutti i mercati e tutte le economie del mondo, le quali si sono mosse solo molto dopo e sempre sulla scia di quelle che erano le linee guida dettate dagli USA. Il grande scopo del Quantitative Easing, come sappiamo tutti, era quello di evitare una recessione globale che avrebbe potuto sfociare in qualche cosa di molto più pericoloso.

                                                                                      Questo scopo è stato perseguito per lunghi anni ed è stato poi seguito nel modo di agire in politica economica dalle principali economie. Quando L'America ha deciso che la massa monetaria era troppo ampia e che il QE aveva conseguito lo scopo di evitare una crisi, ha cominciato la fase di rientro e normalizzazione: anche qui molto prima degli altri.


                                                                                      Ma i dati sono noti a tutti: la ripresa economica di questo ultimo ciclo è molto più flebile, delicata e cagionevole di tutte quelle che si sono verificate negli ultimi 100 e passa anni. Quando il malato rischia una ricaduta, va sostenuto. Tra tutte le strategie elaborate negli ultimi decenni dalla FED per sostenere l'economia americana, se ne è scelta una che di fatto è entrata in vigore esattamente alla fine del Quantitative Easing e cioè la svalutazione controllata del dollaro per mantenere elevata la competitività delle merci americane nel mondo.

                                                                                      È una strada - ripeto - che è già stata usata in passato in altre situazioni: cito soltanto i cicli economici della fine degli anni 70, il periodo 85/87, il periodo post Torri Gemelle (quindi 2002 2005) e appunto il periodo post quantitative easing, quindi da inizio 2017 in avanti. In tutti i casi citati l'arma della svalutazione del dollaro aveva e ha preservato l'economia americana dalla caduta in recessione e aveva e ha finora regalato altri anni di espansione. Ma in nessuno dei casi precedenti era stato utilizzato questo strumento nella parte finale di un ciclo, quindi quando il ciclo già era molto maturo e quindi in una fase delicata.

                                                                                      Questa “strada americana” del dollaro debole è favorevole agli Usa: ma non agli altri. Sarà quindi molto interessante verificare che cosa succederà questa volta, cioè intanto se la Fed avrà successo in questa sua ulteriore strategia di prolungamento del ciclo ma soprattutto se le altre grandi economie, in primo luogo le economie dei grandi paesi asiatici e emergenti, accetteranno di buon grado questo tipo di politica valutaria. Le tensioni USA-Cina sul commercio vanno lette in questa ottica.

                                                                                      Sui riflessi che possono avere queste situazioni sui mercati credo ci siano pochi dubbi. L'America è rimasta finora un mondo a parte e si trova, adesso come adesso, ad avere il più elevato tasso di interesse (e quindi di ritorno free risk) per gli investitori tra tutti i principali paesi e ad avere uno dei mercati azionari più efficienti e più diversificati, comunque dati alla mano finora il più forte di tutti.

                                                                                      Quali possano essere, per una Europa che economicamente è un vaso di coccio in mezzo ai due grandi vasi di ferro America e Asia, il vantaggio di una situazione del genere e come l'Europa con i suoi enormi problemi sociodemografici e con una valuta forte possa, in un futuro prossimo, sovraperformare strutturalmente gli altri mercati, questo resta a mio modo di vedere un mistero. L'ultima parola comunque resta ai mercati, che sono gli unici giudici di sé stessi e sono gli unici ad avere sempre ragione.

                                                                                      Comment


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                                                                                        Buon fine settimana. Oggi poco di nuovo.
                                                                                        Alcune rifiniture:

                                                                                        Quadro ciclico invariato: ostile sul medio e sul lungo termine, confuso e erratico sul breve. Necessaria una presa di posizione decisa a livello di trend per ristabilire una direzionalità. Italia eccezione positiva: continua ad essere in Europa il mercato migliore.

                                                                                        Mercati Azionari: fase confusa e assenza di trend. Investitore: il quadro resta invariato ed improntato alla cautela.

                                                                                        Mercati Obbligazionari: da un lato i noti limiti di convenienza oggettiva, dall’altro la fame chimica di rendimenti che, se tolta la componente azionaria, si riversa ovunque alla ricerca di marginale redditività (Btp in primis).

                                                                                        Commodities: il PHAU (Oro in EUR) entra al rialzo con un grosso impatto nell’allocazione dei nostri PM (oltre il 20% nel mix equiponderato). Il segnale, dopo il risk-off sui mercati azionari (febbraio) e l’incremento delle posizioni sulla parte lunga della curva obbligazionaria (marzo), aggiunge un ulteriore tassello ad uno scenario di incertezza e cautela. Il quadro tecnico e quello ciclico sono supportivi (analisi approfondita nell’ultimo webcast). La bassa volatilità fornisce un punto di controllo per Maggio (102.04) relativamente vicino al livello di ingresso.

                                                                                        Valute: USD in prolungata fase laterale che avvicina i livelli operativi. Sull’EUR/USD la rottura ribassista di 1.2155/1.2135 diventerebbe cruciale per un cambio di scenario. La posizione ciclica è però ancora supportiva ad una nuova fase di svalutazione. Dopo mesi di nulla di fatto, opportuno attendere il movimento di breakout senza anticiparne la direzione.


                                                                                        Comment


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                                                                                          Buona domenica. Eccoci vicini a maggio.
                                                                                          Aggiornamento:

                                                                                          Il rimbalzo di breve, di cui stanno beneficiando per motivi tecnici Italia (nessuno stupore: era l’unica ad avere ancora CM mensile e trimestrale al rialzo) ed Europa, sta portando la fase ciclica verso quello che sarà l’«ACID TEST» del 2018: il periodo da Maggio in poi, quando cioè il prossimo punto di flesso al ribasso sul breve termine (CM settimanale) andrà in coerenza direzionale con la posizione negativa del momentum mensile e trimestrale. Dal comportamento del mercato in quel contesto potranno essere tratte conclusioni essenziali, sia a livello di scenario che a livello operativo.

                                                                                          Estrema indecisione – Il recupero europeo (e italiano in particolare) è dovuto prevalentemente a un fattore tecnico  gli investitori che ragionano in USD hanno un vantaggio di quasi il 3% nella vendita a termine a 12 mesi dell’EUR contro USD  quindi un bond che rende come cedola a un europeo l’1%, adun investitore in USD rende il 4%. Dal punto di vista tecnico la chiave sarà il prossimo segnale direzionale sugli USA. La decade finale di Aprile ha una grossa importanza statistica per valutare i rischi del bimestre Maggio-Giugno.

                                                                                          Comment


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                                                                                            Buona settimana.
                                                                                            Ecco il quadro:

                                                                                            Ci sono quattro spunti rilevanti da trattare questa settimana:
                                                                                            1. L’analisi dello spread tra i due indici-benchmark (S&P e ES50) e la rispettiva volatilità indica che esiste ancora spazio potenziale per un
                                                                                              recupero nelle prossime settimane. CONSEGUENZE: restate sui mercati/settori/titoli forti, non affrettatevi a liquidare e soprattutto evitate di andare al ribasso (parliamo ai trader) in assenza di un rovesciamento del CM e di un segnale SHORT weekly
                                                                                            2. L’Italia resta di gran lunga il mercato più forte: lo dice l’algoritmo di trend, lo dice la posizione ciclica. L’indice è arrivato quindi ben impostato in area 24000, su quella che può essere considerata come la barriera-spartiacque tra lo scenario della crisi post-2008 e la rivivificazione di un quadro tecnico di lungo termine che si era letteralmente ibernato per otto anni. CONSEGUENZE: nessuno si illuda che anche in caso di superamento la strada sarebbe senza ostacoli (ci sono due importanti tgt/resistenze a 26400-27500 e a 29-30000), ma almeno il malato lungodegente sarebbe uscito dall’ospedale. Aria aperta, aria nuova. Vediamo che succede e ricordiamoci che il massimo storico del MIB è a più del doppio di questi livelli: 50000, toccato in Marzo 2000.
                                                                                            3. L’EUR/USD ha dato un segnale di uscita (momentanea? si vedrà) dal trend rialzista, che si collega con una ritrovata forza del USD contro molte altre valute. CONSEGUENZE: come prima cosa, questo è un semplice segnale di arresto della salita in atto da mesi: ma se l’EUR/USD dovesse indebolirsi tra Maggio e Giugno sotto 1.20/1.18 il quadro potrebbe cambiare in modo strutturale, andando tra l’altro ad aprire strade di profittabilità da tempo chiuse per i nostri Portafogli Modello (Emerging Bonds, HY in USD, lo stesso Oro, il PM USD TR). Sopra 1.24/1.25 (vedi anche grafico nelle pp. seguenti) si andrebbe secchi verso 1.30-1.35.
                                                                                            1. L’Oro, che è rientrato nei PM, sta faticando tantissimo a superare le barriere di LT  il che ne conferma l’importanza. Lo scenario migliore per questo segnale sarebbe evidentemente un Oro sopra 1375-90 (viene sempre venduto da mani forti ogni volta che mette la testa sopra 1350) con un USD in rafforzamento. CONSEGUENZE: questo è un «Baby trend», assolutamente embrionale e quindi bisognoso di protezione  difatti lo stop è molto vicino per trattarsi di un segnale mensile su una commodity, 102 PHAU cioè il 2.5% dai livelli attuali.

                                                                                            Comment


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                                                                                              Buona Domenica a tutti.

                                                                                              Ecco l'aggiornamento:
                                                                                              Posizione ciclica di breve finalmente allineata: Italia TOP (tutti e tre i cicli a favore), Europa meglio di Bric, Asia ed EMG. USA in recupero ma ancora deboli. Scarsa direzionalità ovunque. Resta valido l’invito a tattiche orientate al breve: Il prossimo top di breve (→seconda metà di Maggio/Giugno?) sarà inserito in un contesto ciclico di medio/lungo termine e in una fase stagionale (Maggio→Settembre) entrambi potenzialmente ostili e per questo (senza nessuna velleità «previsiva») lasciamo nel grafico il simbolo «WARNING –
                                                                                              DANGER ZONE».

                                                                                              Questo grafico mensile (che non vi posso allegare) dell’ETF HY in USD (dati corretti con i dividendi) Evidenzia un potenziale flesso rialzista della Coppock Guide (sovrapposta al grafico) e il passaggio appena avvenuto del Composite Momentum sopra zero. Area 90 è l’ultimo tappo prima di nuovi massimi storici dello strumento. Fondamentale verso il basso la tenuta di area 85/84.
                                                                                              Operativamente questo tipo di segnali, che definiamo «embrionali» come quello sul PHAU perché nascono in ambienti ancora dominati dall’incertezza e dalla scarsa direzionalità, sono particolarmente interessanti ma vanno tutelati con stop loss rigorosi.

                                                                                              Interessante osservare come la debolezza di S&P coincide col rafforzamento del dollaro, mentre il dax recupera verso la resistenza a 12800. Il MIB va bene e l'oro ha il supporto strategico a 1300 e ci è vicino. Petrolio ai massimi ma in ipercomprato.

                                                                                              In sintesi non ci sono veri trend in essere, e quindi siamo in un operatività tattica, di breve.

                                                                                              Comment


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                                                                                                Buona Domenica.
                                                                                                Aggiornamento senza novità.
                                                                                                Da seguire Bond a 5-7 anni e HY in euro.
                                                                                                A margine Vi segnalo che ci sono due conteggi di Sequential su MIB e SP arrivati a scadenza e quindi forieri di ribasso. Se negati, sarebbero invece segni di un mercato molto forte.

                                                                                                Mercati Azionari: i livelli di rialzo per Giugno sono previsti in forte avvcinamento su tutti i mercati.
                                                                                                Investitore: il quadro resta invariato ed improntato alla cautela. La percentuale di indici long su base mensile è limitata. Occorre il ripristino di una tendenza rialzista stabile.
                                                                                                Trader: resta valido il suggerimento di un approccio opportunistico che mira a sfruttare le fasi positive di breve termine concentrandosi sui mercati più forti.

                                                                                                Commodities: il rialzo del PHAU (Oro in EUR) resta ancora embrionale a causa della mancanza di direzionalità dell’Oro(supporto chiave a 1300, sotto il quale l’Oro in USD entra al ribasso). La protezione peraltro è vicinissima e si attesterebbe in Giugno poco sopra 103, quindi con un rischio complessivo sulla posizione dal livello di apertura inferiore al 3%.

                                                                                                Valute: l’EURUSD ritorna al ribasso dopo molti mesi e propone per Giugno uno stop lontano (1.2357), superiore alla prima resistenza tattica di 1.21. Interessante il USDJPY, che avrà i livelli operativi di rialzo a breve distanza (111).

                                                                                                Comment


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                                                                                                  Buona domenica ,un pò piovosa, di una primavera lenta.

                                                                                                  Aggiornamento:
                                                                                                  Prosegue la fase di recupero di breve, con i mercati ammassati in fase A: Italia sempre unica ad avere i cicli di medio e lungo termine a favore. Il prossimo top di breve (→ seconda metà di Maggio/Giugno?) sarà inserito in un contesto ciclico di medio/lungo termine e in una fase stagionale (Maggio→Settembre) entrambi abbastanza ostili e per questo (senza nessuna velleità «previsiva») lasciamo nel grafico il simbolo «WARNING – DANGER ZONE».
                                                                                                  Da evidenziare, a conferma della sostanziale indecisione, i numeri percentuali dei mercati in fase neutrale sul medio e lungo termine, tra il 70% e il 75%. Non è sbagliato ritenere che la prossima correzione ciclica di breve (laterale? profonda?) possa poi diventare una opportunità interessante, alla luce della conformazione del CMO mensile su diversi indici.

                                                                                                  Intanto c'è un ottimismo coerente con la ciclicità favorevole di breve. Tuttavia sarebbe prudente usare questa fase per alleggerire e aspettare la prossima giuntura di acquisto.
                                                                                                  Da notare i tassi a breve europei al loro minimo dal 1999 e contestuale surriscaldamento della economia europea dopo 4 anni di fiacca. Il BTP ha perso il 3% in una settimana. molto reattivo, non trovate?
                                                                                                  L'euro cede sull'USD. Supporto su EUR/USD a 1.17 circa e resistenza importante a 1.21.

                                                                                                  Comment


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                                                                                                    Buona domenica.

                                                                                                    Mercati azionari complessivamente laterali, non produttivi. Giugno è un mese difficile per le borse, di solito.

                                                                                                    L’Oro sta cercando di recuperare dopo la rottura di 1300: un ritorno sopra 1320-1330 sarebbe fortemente indicativo di un nuovo test della resistenza strategica in area 1360-90. Il Brent è invece in un uptrend avanzato ed ha raggiunto le nostre proiezioni massime del 2018 (area 80-82) in forte ipercomperato. Da notare chel’ultima volta che si è verificata una divergenza tra le due commodities di questo tipo è stato verso la fine del 2016: in quel caso, è stata risolta nei mesi successivi con un rialzo dell’Oro e una correzione del Brent.
                                                                                                    E infine:
                                                                                                    tre movimenti più volatili delle ultime settimane: BTP, Spread e EUR/USD. I primi due sono evidentemente connessi anche se va detto che (picchi di volatilità a parte) il trend del BTP è comunque legato a quelle che possono essere le aspettative di medio/lungo termine (note e più volte espresse) sui tassi europei. Il trend del USD può avere spiegazioni meno effimere (differenziale tassi in primis): come si vede dal grafico, è comunque molto tirato e su base settimanale vicino a un’area di supporto importante (1.16-1.15) dove dal punto di vista tecnico potrebbe almeno rifiatare con un rimbalzo. E’ chiaro che questi trend sono stettamente collegati fra loro: un incrudimento della situazione in Europa non potrebbe che causare tensioni anche sul cambio e – per certi versi – viceversa

                                                                                                    Comment


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                                                                                                      Domenica quasi ormai estiva.

                                                                                                      Quanto a improduttività e lateralità, siamo come prima.
                                                                                                      Le tre componenti cicliche stanno andando in tre direzioni differenti:
                                                                                                      • - Il BREVE TERMINE è in fase di TOP, con l’Italia più debole (già in fase T)
                                                                                                      • - Il MEDIO TERMINE sta provando a svoltare collettivamente al rialzo, in anticipo rispetto ai tempi
                                                                                                        previsti: ma la situazione è confusa e basterebbe una chiusura di Giugno orientata fortemente al rialzo o al ribasso per spostare l’ago della bilancia in favore di una svolta o della continuazione del calo
                                                                                                      • - Il LUNGO TERMINE è su un apice collettivo rialzista che si è originato in inverno-primavera.

                                                                                                      Asincronia che fotografa lo stato di incertezza dei mercati.
                                                                                                      Forse il dato più intrigante è la violenta rottura del testa spalle ribassista sul BTP. Ci si può aspettare, ora, un momento di riassestamento. Teniamo conto del rialzo dell'inflazione europea e della eventuale risposta della BCE.
                                                                                                      Mi sembra al momento che l'unico terreno interessante sia l' EUR/USD, soprattutto visto su base mensile.

                                                                                                      Comment


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                                                                                                        Buon fine settimana. Finalmente un pò di caldo quasi estivo.
                                                                                                        Mercati tribolati, con numerose questioni in gioco: tensioni commerciali, rallentamento economico in Europa, fine del QE. Non ultimo un uncino rialzista molto pericoloso sullo spread. Il nuovo governo parte circondato da molta sfiducia.

                                                                                                        Ecco allora il quadro:
                                                                                                        Prima parte dell’anno complessa, arruffata, con direzionalità e profittabilità di molte strategie direzionali in collasso e con un evidente scollamento tra realtà di tante microcrisi (Italia, Turchia, Brasile ecc.) e messaggi di ripresa economica globale.

                                                                                                        Borse piatte e poco efficienti (=tanta volatilità, scarsa direzionalità). Usa ancora leader e Nasdaq leader negli Usa (miglior mercato in questa prima parte del 2018 →strategie passive, progressiva concentrazione dei mercati/settori/titoli positivi elemento di conferma circa la fase conclusiva di un Bull Market). Continua la sottoperformance dell’Europa e anche l’Italia fa marcia indietro. Bric a corrente alternata (Brasile e Russia bene nella fase iniziale, ora meglio l’India) →complessivamente un mercato difficile: poca profittabilità e tanti rischi.

                                                                                                        Bonds: tanti rischi e poche opportunità. Il rialzo dei tassi è iniziato negli Usa e di là da venire in Europa. Prematuro pensare ad un posizionamento stabile. La profittabilità (e i rischi) sono legati alla diversificazione valutaria→cruciale il ruolo dell’Usd.

                                                                                                        Commodities: finora la miglior asset class ma la performance è legata in modo quasi esclusivo al rialzo del petrolio (tirato, sulle proiezioni che indicavano i nostri target da inizio anno). In caso di allungo finale del ciclo potrebbero continuare a beneficiarne in particolar modo i metalli industriali e prociclici.

                                                                                                        Valute: USD in lieve correzione ma sempre in trend positivo. Grandi tensioni sulle valute periferiche, conl’EUR forte coi deboli (Lira turca, Real, Peso) e debole coi forti.

                                                                                                        Comment


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                                                                                                          Buona settimana. Alle solite: tassi e dazi tengono i mercati in incertezza.

                                                                                                          Ecco dunque che l'analisi ciclica ci dice:
                                                                                                          Quadro contrastato, sfasato e palesemente improduttivo. Prosegue l’attraversamento della Danger Zone ciclica, per ora senza impatti significativi sulle dinamiche di prezzo. Questo è dovuto a due ordini di motivi: il primo è legato al supporto del mercato leader, gli Usa, che si conferma l’unico mercato strutturalmente solido. In secondo luogo, si stanno generando sviluppi sul ciclo di medio, che andranno validati tra ora e fine mese ma che, se confermati, potrebbero attenuare l’incidenza della fase ribassista di breve termine. Se questo scenario“mild/flat” venisse confermato, la partita dell’estate si giocherà sulla prossima giuntura di acquisto di breve (Luglio?), che potrebbe rappresentare una ulteriore opportunità di acquisto da gestire con un approccio opportunistico ma solo sui mercati/settori/titoli forti.

                                                                                                          Succede che il volano della attuale situazione sia questo:
                                                                                                          (1) ripresa USA→(2) indici USA→(3) le extra-big cap del Web allargato e del consumo on-line (7/10 titoli che da soli spiegano la metà del rialzo della borsa americana dal 2013 ad oggi) → (4) una straordinaria strategia di comunicazione correlata che sostiene la spinta fideistica ai consumi eall’indebitamento, unici veri motori di questo ciclo lungo (ormai il secondo più lungo di sempre dopo quello 1991-2000) e molle. Il USD sotto 1.15 può assurgere al ruolo perso dall’Oro di nuovo «safe haven», sostenuto dai più elevati tassi d’interesse free risk del sistema. L'oro, poco volatile , si è indebolito nell'ultima settimana.
                                                                                                          Molta prudenza e solo posizioni tattiche, agosto e settembre mesi pessimi dal punto di vista borsistico, di solito.


                                                                                                          Comment


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                                                                                                            Buona domenica.
                                                                                                            Gli elementi che al momento ci possono interessare sono la progressiva fine dei QE e il disallineamento fra le banche centrali, FED e BCE, che corrisponde anche a un disallineamento economico, con l'Europa più debole.
                                                                                                            Ci si aspetta quindi che la compressione dei rendimenti delle varie classe di asset provocato dal QE si allenti.

                                                                                                            Ecco allora il commento di oggi:
                                                                                                            Prosegue l’attraversamento della Danger Zone ciclica, con evidente difficoltà dei mercati a salire Suggeriemo attenzione e cautela, specie nelle prossime settimane il binomio BREVE+LUNGO nella fasi di difficoltà/indecisione è micidiale e bypassa il ciclo di medio termine. Attenzione massima a rally del NASDAQ che non venissero seguiti dagli altri mercati→ chiaro segno di DEBOLEZZA GLOBALE.

                                                                                                            Analizziamo nelle pagine successive i livelli mensili+ trimestrali, ma basta la logica per capire che la perforazione ribassista dei minimi del 1Q+2Q sarebbe letale. Questo segnale è lontano (relativamente) per gli USA, ma vicino per molti indici europei. Attenzione.

                                                                                                            Per quanto riguarda i livelli:

                                                                                                            Mercati Azionari: WARNING sotto 3300 ES50, 11800 DAX, 38857 MIDEX, 365 STOXX600, tutti livelli di DOPPIO SHORT per questi indici. Investitore: il quadro resta invariato ed improntato alla cautela. Solo gli USA hanno ancora in essere un trend rialzista. La percentuale di indici long su base mensile/trimestrale è limitata. Su molti indici è scattato il DEATH CROSS tra le medie 50 e 200. Occorre il ripristino di una tendenza rialzista globale stabile. Trader: resta valido il suggerimento di un approccio opportunistico e basato sulla forza relativa.

                                                                                                            Mercati Obbligazionari: punto critico del BTP a 120.10 (SHORT TRIMESTRALE). Supporto chiave del BUND in area 159-157.50 (qui, stranamente, entrerebbe prima lo SHORT TRIMESTRALE di quello MENSILE). Resistenza strategica del T-Note in area 122.73-123.42.

                                                                                                            Commodities: BRENT, CRB, RAME sono tra le pochissime cose ancora con un doppio LONG MENSILE+TRIMESTRALE. Il rialzo del PHAU (Oro in EUR) è momentaneamente abortito ma tornerebbe in auge (con ben altra forza) sopra 108.50, segnale LONG doppio.L’Oro in USD entra al ribasso su base trimestrale sotto 1245.

                                                                                                            Valute: l’EURUSD propone per Luglio uno stop lontano (1.2085), superiore alla prima resistenza tattica di 1.1850. ATTENZIONE – Sotto 1.14 SHORT TRIMESTRALE E BEAR MARKET UFFICIALE DELL’EUR.

                                                                                                            Cryptovalute: in caduta libera – BITCOIN: sotto 6000→5000→4000/3400

                                                                                                            Comment


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                                                                                                              Eccoci all'aggiornamento. Situazione seria.

                                                                                                              Il primo semestre si chiude con un bilancio molto peggiore delle apparenze e delle percezioni, ma soprattutto con diversi mercati (e molti indici azionari) schiacciati vicino ai minimi dell’anno. Questo non è il comportamento di un Bull Market ma il contrario.

                                                                                                              La borsa USA – e in realtà il NASDAQ, e ancora più in realtà un esiguo numero di titoli mostruosamente capitalizzati – si erge e catalizza come un grattacielo ancora in piedi in una città rasa al suolo dopo una serie di scosse sismiche.

                                                                                                              Il dominio delle strategie passive su quelle attive (non tutte, per fortuna: basti vedere il nostro MARKET ALERT) appare come la vittoria della mucca sulla tigre: impossibile e insostenibile, a meno che ci sia qualcuno (le Banche Centrali) che difende la mucca a fucilate.

                                                                                                              Uno dei problemi correlati a questa situazione è la sua non percezione. Come tutti voi sapete, noi correliamo le vere, grandi opportunità di acquisto al panico e alla volatilità – quella vera. Meglio se su una giuntura di acquisto di medio/lungo termine dei nostri indicatori ciclici. Nulla di tutto questo è presente al momento, anzi regna incontrastata una compiacenza che confina strettamente con l’incompetenza trionfante di cui parla Tom Nichols

                                                                                                              Non vediamo – perdonateci – né i nostri modelli vedono le correzioni come «opportunità di acquisto», specie dopo nove anni e mezzo di espansione «liquidity driven» e con i mercati 2018 ormai in chiara fibrillazione (cryptocrash – BTP – valute ad alto rendimento –underperformance dei settori difensivi – esplosione incontrollata dei titoli legati all’online).

                                                                                                              Preferiamo in questo caso, paradossalmente, acquistare su una spinta talmente forte da riuscire a riportare al rialzo i mercati deboli (Europa ecc.) e da segnalare pertanto una nuova spinta speculativa.

                                                                                                              Le uniche cose positive che arrivano dai bonds sono legate a triplo nodo al USD: dovesse venire a mancare il sostegno del biglietto verde, verrebbero meno con ogni probabilità i trend degli HY in USD e degli EMGB.

                                                                                                              L’Oro latita, come molte altre commodities. Solo il petrolio è vicino ai massimi dell’anno che sono anche i nostri target primari. Ma le commodities, specie il petrolio, sono tipicamente back-end-of-cycle, cioè performano bene nella fase finale del ciclo. Il petrolio nell’ultimo ciclo fece il top nel 2008, parecchi mesi dopo la borsa. Il suo collasso fu il vero segnale di «fuori tutto» dei mercati ed anticipò gli eventi Lehman.

                                                                                                              Tutto in questo momento griderebbe, secondo parametri storici, cautela, dai bonds alle valute alla stagionalità alle forze relative, tutto tranne lo spirito selvaggio degli investitori che anzi sembrano fortemente stimolati da queste scarse performances ad aumentare il profilo di rischio. In questo contesto, lo ripetiamo, bisogna evitare di farsi tirare dentro a questa spirale discendente e distruttiva.
                                                                                                              L’unica cosa che limita i danni, in un senso o nell’altro, è la disciplina dei numeri.



                                                                                                              Comment


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                                                                                                                Buona domenica estiva.
                                                                                                                Situazione invariata rispetto alla scorsa settimana. Poco da dire:
                                                                                                                Il nuovo trimestre consolida la svolta ribassista della ciclicità di lungo termine dei mercati azionari. Si genera un flesso ribassista anche per l’Italia (ultimo dei mercati sulla parte ascendente della curva) che in questo modo si allinea al quadro ciclico generale. Proseguel’attraversamento della fase di Danger Zone con le velleità rialziste dei mercati che restano ancorate alla capacità di tenuta del mercato americano, ora più che mai leader di forza relativa
                                                                                                                Attenzione ai minimi di Q1+Q2 che perforati sanciscono il peggioramento dello scenario.

                                                                                                                Comment


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                                                                                                                  Sarà l'estate...ma nulla di rilevante.

                                                                                                                  Nessuna variazione significativa. Il quadro di lungo resta dominato dall’ostilità rappresentata dalla posizione collettiva DOWN dei mercati azionari, mentre la posizione sul medio è più sfumata. Domina su tutto una assenza di trend che ha la sua attuale unica vera eccezione nel NASDAQ e che limita fortemente anche il potenziale delle variazioni innescate dagli swing ciclici di breve.
                                                                                                                  Quasi tutti i mercati sono in una fase ostile. Si salvano USA e dollaro. Ma da qui a parlare di trend ce ne va.

                                                                                                                  Comunque ecco qualche precisazione:

                                                                                                                  Questa prima metà di Luglio sta confermando l’impostazione più volte evidenziata, con USA e NASDAQ forti e gli altri mercati persi in un up-and-down improduttivo e inabile a far scattare segnali quantitativi importanti.
                                                                                                                  Sono scattati questa settimana due segnali LONG su base trimestrale, S&P e INDIA → questo chiarisce ulteriormente su cosa focalizzarsi operativamente nelle prossime settimane.

                                                                                                                  Mercati Azionari: Investitore: il quadro resta invariato ed improntato alla cautela. Solo gli USA hanno ancora in essere un trend rialzista. La percentuale di indici long su base mensile/trimestrale è limitata. Su molti indici è scattato il DEATH CROSS tra le medie 50 e 200. Occorre il ripristino di una tendenza rialzista globale stabile. Trader: resta valido il suggerimento di un approccio opportunistico e basato sulla forza relativa.

                                                                                                                  Mercati Obbligazionari: punto critico del BTP a 122-120.10 (SHORT TRIMESTRALE). Supporto chiave del BUND in area 159- 157.50 (qui, stranamente, entrerebbe prima lo SHORT TRIMESTRALE di quello MENSILE). Resistenza strategica del T-Note poco sopra 121.

                                                                                                                  Commodities: il BRENT resta l’unico ancora con un doppio LONG MENSILE+TRIMESTRALE. L’ORO è short e su un supporto importante (1240) al pari dell’ARGENTO (15.60). Violento reversal ribassista del RAME che è, tra tutte le commodities, quella più strettamente correlata con il ciclo economico, specie dei mercati back-end-of cycle (EMG, settori ciclici).

                                                                                                                  Valute: l’EURUSD propone per Agosto uno stop logico e vicino (1.1850), sulla prima resistenza tattica. ATTENZIONE – Sotto 1.14 SHORT TRIMESTRALE E BEAR MARKET UFFICIALE DELL’EUR/USD.

                                                                                                                  Cryptovalute: sempre debolissime – BITCOIN: sotto 6000 → 5000 → 4000/3400. Chances di inversione solo sopra 7000 BTC e 500 ETH.

                                                                                                                  Comment


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                                                                                                                    Buon fine settimana. Tutto uguale.
                                                                                                                    Le oscillazioni cicliche di breve continuano a svolgersi nella più assoluta assenza di trend, fatta eccezione per gli USA che continuano ad essere non solo il mercato-guida, ma l’unico impostato al rialzo su una realistica base di trend. I mercati azionari, in generale, sono sul punto di uscita dalla DANGER ZONE, come illustrato dalla ciclicità di breve, anche se manca ancora la conferma di un passaggio della maggioranza degli indici almeno in posizione LONG settimanale → questa settimana LONG e SHORT sono uguali al 30,9%). La prossima giuntura di vendita si collocherà temporalmente nella zona più ostile dell’anno dal punto di vista stagionale, il bimestre Agosto-Settembre (più probabile intorno a metà/fine Agosto).
                                                                                                                    Insomma dollaro e USA unici temi di valore. Europa debole.

                                                                                                                    Comment


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                                                                                                                      Buona domenica. Fa un bel caldo.
                                                                                                                      I temi sono sempre gli stessi: WS forte, tutti gli altri annaspano. Sostanziale improduttività. Dollaro forte, ma importante la FED.
                                                                                                                      Finché il NFP resta sotto il 4,5% gli USA riusciranno a tirare il carretto per tutti. Notevole la debolezza dell'oro.
                                                                                                                      Però sottotraccia è iniziata la rotazione dei portafogli, dai ciclici agli anticiclici.

                                                                                                                      Quindi:
                                                                                                                      I mercati azionari escono dalla prima finestra di DANGER ZONE ciclica e sul breve termine (settimanale) tornano a posizionarsi sulla parte ascendente della curva (dominanza della fase Up→ 58%). Anche il nostro algoritmo di trend settimanale, evidenziato nel riquadro giallo, fornisce conferme in tal senso con oltre la metà degli strumenti (56%) che torna a posizionarsi al rialzo. Questo recupero, sempre guidato dagli USA, va comunque inquadrato in un contesto di lungo periodo diventato ostile e di medio periodo ancora interlocutorio.L’evoluzione di questo movimento ciclico e la tenuta nella prossima finestra di danger zone (collocazione più probabile a partire da metà/fine Agosto) forniranno importanti elementi di valutazione per lo scenario dell’ultima parte dell’anno.

                                                                                                                      Comment

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