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Aggiornamento mercati finanziari

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  • #61
    Buona domenica. Gran caldo e afa. Ma in montagna si sta meglio.
    Navighiamo a vista e attendiamo gli eventi.
    Sul piano economico Europa sempre più debole e Italia pure. USA invece fortissimi. massima attenzione all'EUR/USD che balla sul supporto e fotografa la asimmetria economica di cui sopra. Anche sul mercato USA ci sono bolle speculative. Selezionare con cura i titoli.
    Vale sempre la regola: titoli forti dei mercati forti. Ricordare che settembre e ottobre hanno una stagionalità pessima.
    Allora:
    La svolta rialzista sul ciclo di breve termine si scontra con la posizione ostile sulla ciclicità di lungo periodo (quarterly) e con l’ingresso nel bimestre Agosto-Settembre, il peggiore in termini di statistiche stagionali. Anche l’analisi di forza relativa induce alla cautela con la forbice tra Usa ed il resto degli indici che si allarga ulteriormente, sintomo di un mercato sempre meno omogeneo e via via più selettivo. Per gli investitori resta valido il consiglio di un atteggiamento improntato alla prudenza mentre per i trader è suggerito un approccio opportunistico che prediliga i mercati forti e che sfrutti le indicazioni di momentum →l’evoluzione verso il prossimo top di breve potrebbe aprire una nuova finestra di Danger Zone in condizioni di vulnerabilità.

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    • #62
      Buona domenica e buon ponte di Ferragosto.

      Non illudiamoci. La seconda metà di agosto e settembre si profilano difficili. Non solo per la nota questione stagionale sfavorevole.

      Come già segnalato l’economia europea peggiora da mesi e l’euro fedelmente lo certifica. Chi può ragionevolmente pensare che sia la lira turca a mettere in difficoltà l’euro? E solo l’euro? Non è così. Ci sono elementi più strutturali al di sotto.

      La consumer confidence europea sta girando al ribasso, anche lei. Per ora tiene l’occupazione, ma attenzione, perché siamo vicini a una vera recessione dell’area europea.




      In settembre avremo i pareri delle agenzie di rating, la legge di bilancio e soprattutto la FED. Alzeranno i tassi di un quarto di punto o addirittura di mezzo punto?

      E dunque se il dollaro continua a rafforzarsi riuscirà WS ad aprire un nuovo e ultimo spunto rialzista entro fine anno?




      Dal punto di vista grafico la tazza con manico dello spread certo non conforta e il doppio minimo segnato dai BTP è fragile come supporto.




      Allego oggi il parere di Emilio Tomasini, gran conoscitore del mercato:




      ……CONCLUSIONI: il debito italiano prima o poi verrà utilizzato per scopi che ormai si sono evidenziati ai più.




      Che poi il governo in carica non abbia la riduzione del debito tra le priorità è sicuramente un asso nella manica di chi ci vuole male.




      Io penso che comunque questo governo abbiamo più carte in mano da giocare contro gli speculatori internazionali e chi vuole il nostro Paese come un supermercato in cui fare shopping.




      Come vada a finire la guerra non ve lo so dire, so che prima o poi ci sarà.




      E potrebbe essere anche a ferragosto di quest’anno.




      E’ chiaro che finché il Toro tira non ci sono sorprese ma se il Toro dovesse inciampare ( e soprattutto quello USA) potrebbero essere dolori.




      Sicuramente i pattern in corso in termini di analisi tecnica non sono rassicuranti: sotto la cenere cova l’incendio.




      Che poi sia un fuocherello di paglia estivo o un incendio apocalittico questo non ve lo so dire.

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      • #63
        Mi scuso per la spaziatura. Lavoravo con un altro computer. Comunque buona settimana di Ferragosto a tutta la comunità.

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        • #64
          Buone vacanze anche a te!

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          • #65
            Eccoci di nuovo. Buon fine settimana ancora estivo e umido.
            Come al solito l'economia americana tira, quella europea è piatta e l'Italia è peggio che un fanalino di coda. Troppe nubi sull'Italia e decine di miliardi di euro si allontanano. Sulla stampa nazionale poche analisi della attuale situazione. Tutti a correre dietro alla cronaca.

            Interessanti aggiornamenti:
            Mercati Azionari: Investitore: il quadro resta invariato ed improntato alla cautela. Solo gli USA (con S&P, NASDAQ e DJ TRANSP. sui massimi storici) hanno ancora in essere un trend rialzista. La percentuale di indici long su base mensile/trimestrale è limitata. Su molti indici resta in essere il DEATH CROSS tra le medie 50 e 200. Occorre il ripristino di una tendenza rialzista globale stabile. Trader: resta valido il suggerimento di un approccio opportunistico e basato sulla forza relativa.

            Mercati Obbligazionari: punto critico del BTP a 122-120.10 (SHORT TRIMESTRALE). Supporto chiave del BUND in area 160.37- 159.36. Resistenza strategica del T-Note poco sopra 121.

            Commodities: il BRENT resta l’unico ancora con un doppio LONG MENSILE+TRIMESTRALE. L’ORO è short con una prima resistenza – ex base divenuta tetto – a 1240/50 al pari dell’ARGENTO (15.60/16). Collasso nell’ultimo mese del settore aurifero, che dopo una lunga fase laterale ha perso quasi il 20%. Prosegue il trend ribassista del RAME che è, tra tutte le commodities, quella più strettamente correlata con il ciclo economico, specie dei mercati back-end-of cycle (EMG, settori ciclici).

            Valute: l’EURUSD è in BEAR MARKET e propone per Settembre uno stop/resistenza in area 1.17-1.18, comunque insufficiente a generare un segnale di inversione strutturale.

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            • #66
              Buon fine settimana. Allora aggiorniamo la situazione.
              Questa prima metà di Agosto sta confermando l’impostazione evidenziata da mesi, con USA e NASDAQ forti e gli altri mercati persi in un up-and-down improduttivo e inabile a far scattare segnali quantitativi importanti.
              Chiara in questo senso la posizione trimestrale, con indici USA e INDIA unici LONG.
              Anche i 7G USA, i sette giganti del Web e dell’e.commerce che monitoriamo come vere CARTINE AL TORNASOLE del rialzo USA, sono tutti in luce verde con l’unica parziale eccezione di Facebook.

              Mercati Azionari: Investitore: il quadro resta invariato ed improntato alla cautela. Solo gli USA (con S&P, NASDAQ e DJ TRANSP. sui massimi storici) hanno ancora in essere un trend rialzista. La percentuale di indici long su base mensile/trimestrale è limitata. Su molti indici resta in essere il DEATH CROSS tra le medie 50 e 200. Occorre il ripristino di una tendenza rialzista globale stabile. Trader: resta valido il suggerimento di un approccio opportunistico e basato sulla forza relativa.

              Mercati Obbligazionari: punto critico del BTP a 122-120.10 (SHORT TRIMESTRALE). Supporto chiave del BUND in area 160.37- 159.36. Resistenza strategica del T-Note poco sopra 121.

              Commodities: il BRENT resta l’unico ancora con un doppio LONG MENSILE+TRIMESTRALE. L’ORO è short con una prima resistenza – ex base divenuta tetto – a 1240/50 al pari dell’ARGENTO (15.60/16). Collasso nell’ultimo mese del settore aurifero, che dopo una lunga fase laterale ha perso quasi il 20%. Prosegue il trend ribassista del RAME che è, tra tutte le commodities, quella più strettamente correlata con il ciclo economico, specie dei mercati back-end-of cycle (EMG, settori ciclici).

              Valute: l’EURUSD è in BEAR MARKET e propone per Settembre uno stop/resistenza in area 1.17-1.18, comunque insufficiente a generare un segnale di inversione strutturale.

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              • #67
                Buona settimana.
                L'europa è in contrazione, per la decima volta dal 1989.Dei 9 precedenti, quattro si sono risolti in recensioni ufficiali, 3 sono stati pause momentanee poco percettibili anche a livello di andamento azionario (1995, 2005, 2014) e due sono state fasi corrispondenti a forti cali dell'indice (circa il 20% dai massimi): 1998 e 2015-2016.
                A noi sembra che rispetto ai tre precedenti finiti in un nulla di fatto ci sia già una forte differenza a livello di comportamento del mercato azionario (vedi chart a pag. 6) e quindi suggeriamo una grandissima attenzione ai prossimi dati per capire (1) se l'Europa confermerà questo mood negativo e (2) se l'America - che è da lunghissimo tempo in fase di surriscaldamento (vedi pag. 7) - continuerà a pieno regime, ritirandosi su l’Europa, oppure comincerà a scricchiolare.
                Quindi USA in estensione rialzista. Quanto forte dipende dai titoli tecnologici, che vanno seguiti con attenzione. Al di fuori degli USA, mercato orso ovunque.

                Aggiornamento:
                I rischi ripetutamente evidenziati si concretizzano in una serie di segnali negativi, sia sul
                trend di vari livelli (solo il trend quarterly finora è quasi immune) che a livello ciclico, dove il
                top di breve è chiaramente definito (i massimi di inizio Agosto). La spaccatura USA-Resto del
                Mondo è orami talmente profonda da non meritare commenti. Settembre, lo ripetiamo, è un
                mese pericoloso, con stagionalità sfavorevole, che quando è brutto (e lo capiremo a
                brevissimo) è davvero brutto.

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                • #68
                  Buona domenica a tutti.

                  Aggiornamento:
                  Settimana interlocutoria che non produce variazioni su un quadro ciclico che resta prevalentemente ostile. Confermato il posizionamento congiunto sulla parte discendente della curva per i cicli di lungo e di breve, mentre resta aperta la netta spaccatura tra Usa e resto del mondo sul ciclo di medio termine. A questo si aggiungono le indicazioni di trend che su base weekly e monthly presentano una netta prevalenza delle posizioni short (riquadro in alto evidenziato in giallo) ed altri elementi in posizione di allerta come il nostro Crisis Indicator. Un evento critico sarebbe in questo contesto la rottura ribassista dei livelli di short weekly per gli indici Usa, attualmente 2823 S&P500, 25526 Dow, 7199 Nasdaq 100.

                  MERCATI AZIONARI: analizzando indici (in valuta locale) ed Etf (espressi in Euro) solo un terzo dei mercati si conferma al rialzo, con gli Usa a catalizzare buona parte delle posizioni – per il resto solo India, Svizzera ed Msci World. I livelli di neutralità sono in generale avvicinamento con gli stop del rialzo sui mercati americani che si collocano nel range 3-5% rispetto alle ultime chiusure → proteggerebbero ulteriormente le posizioni in caso di reversal. In netto aumento le posizioni ribassiste tra cui è molto forte la concentrazione degli indici europei (ES50, Stoxx600, Dax, Cac, Ftse100 che vanno a far compagnia al nostro Ftse Mib) con i nuovi livelli di controstop che, attualmente, distano circa il 6-7% dai punti di ingresso. Il quadro resta improntato alla cautela con la direzionalità degli Usa che probabilmente tornerà a guidare anche quella degli altri mercati, riportandoli su o affossandoli ulteriormente.
                  Perché si concretizzi viceversa un reversal generale rialzista (possibilità da non escludere assolutamente fino a tenuta degli indici USA, vista la stagionalità fortemente propizia del periodo Ottobre-Dicembre), è necessario un ritorno in posizione rialzista dei principali indici, cosa non semplicissima in quanto in diversi casi i livelli di LONG MENSILE di Ottobre sono distanti intorno al 10% dai livelli odierni.

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                  • #69
                    Un caro saluto a tutti.
                    Siamo in fase di cambiamento. L'europa va meglio (vedi i tassi a 10 aa) con le borse europee che risalgono dai minimi. Certo resta la frattura fra USA e tutti gli altri. Infatti mancando uno sfogo per il denaro, va tutto sulla borsa USA (oro e bond sono per ora abbandonati). Notevole il giappone che si sta riprendendo per primo. Notevole anche la spaccatura fra petrolio e tutte le altre commodities.

                    Allora ecco il commento ciclico:
                    Quadro in evoluzione. Come discusso nell’ultimo webinar e di seguito nel report, Ottobre potrebbe vedere un MINIMO CONGIUNTO di breve e medio termine su diversi mercati azionari, tra cui molti di quelli europei. E’ fondamentale che si ricrei omogeneità di trend tra le aree finora divergenti: in questa settimana di fatto non è cambiato nulla, a parte un rafforzamento dell’Europa dovuto anche al recuperodell’Euro.
                    Un segnale positivo dei nostri modelli di trend sugli indici europei di fatto aprirebbe la strada a un recupero, favorito anche dalla stagionalità. La nostra metodologia valuterebbe un simile scenario come «rally in una fase distributiva di lungo periodo», quindi tatticamente molto interessante (le fasi di questo tipo di solito hanno una forte componente speculativa) ma allo stesso tempo da prendere con cautela, una volta che ci fossero segni di esaurimento. Da un punto di vista ciclico e di forza, Asia e Emergenti restano molto deboli e più lontani di altri mercati a un reversal.
                    Attenzione a 2970 du SP500 che dovrebbe essere la massima estensione del rialzo possibile.Per il BTP supporto fondamentale a 122.

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                    • #70
                      Bene. A parte le 'lune' italiane (e in attesa delle agenzie di rating), ci sono segnali di movimento sui mercati. Siamo certo all'inizio, ma risale USD/JPY, va forte il petrolio, migliorano il CAC e lo SMI, riprendono chimici e industriali (che sono più sensibili al ciclo). La stagionalità ottobre aprile è a favore.
                      SP500 a 2970 sarebbe al massimo di estensione per l'anno in corso. Il MIB deve evitare la rottura di 20250 e ancor peggio di 19711.Brent con massima proiezione in area 90. Livelli chiave del BTP 127,70 e 122/120.

                      Allora il quadro ciclico:
                      I mercati azionari superano l’insidioso mese di Settembre senza cali significativi (a parte il picco di volatilità dell’ultima seduta sull’Italia) e si apprestano ad entrare nella fase stagionalmente più favorevole con una ciclicità, perlomeno di breve, che torna a farsi supportiva. Il quadro ciclico resta comunque disallineato sia tra i vari mercati – resta in atto la spaccatura sul mensile Usa/Eur vs Emg/Asia - che tra i vari archi temporali (il ciclo di lungo resta e resterà in posizione ostile).

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                      • #71
                        Buona domenica. La correzione in corso delle borse potrebbe, non ancora per ora, portare a una buona giuntura di acquisto. Attualmente sono interessanti, oltre alle solite borse USA e HY USA anche HY europei e obbligazionari emergenti. Indici deboli asia emergenti e europa. Solita spaccatura fra USA e resto del mondo, con in USA ancora altissima fiducia dei consumatori. Europa in bilico come si vede anche dall'EUR/USD.
                        Per SP500 il supporto importante è 2800. Il DAX è bloccato e il MIB ha il supporto in 20250. L'oro si sta stabilizzando, ma soprattutto il petrolio è ancora volato ed il target è sempre in area 90. Sotto i 120 di BTP invece, alta volatilità e 'il buio oltre la siepe' (domanda: quanto è già scontato dai mercati il probabile giudizio negativo delle agenzie di rating?).
                        EUR/USD in laterale.

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                        • #72
                          Buona settimana. Prudenza, grande prudenza. La possibilità di un retest dei minimi o anche più sotto, nei prossimi mesi. è reale. Come sempre l'America condiziona tutto. Sebbene sia normale avere dei minimi fra ottobre e novembre, non possiamo escludere l'avvio del bear market. Per ora guardare la leva (il margine debt), la consumer confidence e NFP da ottobre a dicembre, prima di prendere posizione sul lungo periodo. Per il BTP sotto 118 c'è un gran buco senza supporti. Il MIB ha rotto tutti i supporti principali, ultimo spartiacque 18/19000.
                          sul breve il bimestre nov. dicembre è statisticamente il più favorevole dell'anno, positivo nel 75% dei casi su SP500. Sul Dow dal 1933 a oggi perdita massima del bimestre a 5,84% e bimestri favorevoli 76,67%.

                          Quindi:
                          Dopo una lunghissima fase di segnali, controsegnali e divergenze (Europa-USA in primis) durata molti mesi, i mercati azionari hanno trovato la loro strada: è la strada del ribasso, sancita da una convergenza ciclica di rara potenza, successiva al top ciclico del CM di LT (inizio 2018). IL movimento di queste ultime settimane ha inoltre innescato un potentissimo flusso di segnali SHORT (vedi tabella evidenziata in alto), con la MAGGIORANZA ASSOLUTA dei mercati in posizione ribassista su tutti e tre gli archi temporali.

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                          • #73
                            Buona domenica.
                            Aggiornamento:
                            Situazione negativa e pericolosa, sia sul piano ciclico che a livello di trend. Il movimento di queste ultime settimane ha innescato un potentissimo flusso di segnali SHORT (vedi tabella evidenziata in alto), con la MAGGIORANZA ASSOLUTA dei mercati in posizione ribassista su tutti e tre gli archi temporali. Dalle posizioni del trend e del CM mensile e settimanale e dalle statistiche presentate nelle pagine successive si evince che, al di là della ovvia possibilità di rimbalzi tipicamente rapidi e violenti, esiste un rischio molto elevato di ulteriori ribassi e comunque c'è un deterioramento profondo della situazione tecnica.

                            RISCHIO EUROPA:
                            L’elenco dei segnali è inequivocabile:
                            • - Il Primary Macrotrend Index USA è al rialzo mentre quello europeo è al ribasso
                            • - Il Barometro USA è ancora in zona elevata → forte spinta dell’economia
                            • - Il Barometro Europa è di nuovo sceso a -4 ed è ad un passo dalla CONTRAZIONE, preludio della RECESSIONE: mancano solo
                              un segnale negativo dei tassi a 10 anni sul Bund e un segnale di calo dell’occupazione per l’ingresso in RECESSIONE
                            • - Dominano in Europa i settori difensivi, Food e Healthcare
                            • - Il CRISIS INDICATOR (short di Eurostoxx50 e MIB) è su ON da tre mesi
                            • - Molti indici europei sono in Bear Market acclarato, gli USA no – almeno non ancora
                            • - Nell’ultimo calo, sugli indici USA sono scattati segnali di potenziale BUY ON DIPS (ipervenduto, volatilità): in Europa no
                            • - L’EURUSD è su un supporto importantissimo (area 1.15-1.13) sotto il quale c’è un’area di vuoto tecnico.
                            Molti aspettano un panic selling, di quelli forti. Ma vedremo. Ovvie difese: oro, USD, franco svizzero e bund. Il punto è di perdere POCO.

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                            • #74
                              Buona settimana. Situazione ancora, come la scorsa settimana, negativa e pericolosa. Rischio molto elevato di ulteriori ribassi. Però sugli USA ormai siamo al panic selling (da non confondere con un bear market), in Europa non ancora.
                              Allora:
                              Vi sono due possibili scenari sui mercati azionari da qui a fine anno:
                              1. La creazione di un minimo autunnale stabile (presumibilmente tra ora e la decade centrale di Novembre). Questo minimo, qualora fosse confermato (e per ora non lo è) darà il via a un recupero tecnico ampio che rappresenterà la fase di ritracciamento del ribasso in atto sull’Europa da molti mesi. In questo caso, se non ci saranno a breve nuovi minimi, gli indici più efficienti (S&P, Dow, MSCI World) potrebbero anche recuperare i massimi storici entro la metà del 2019.
                              2. La continuazione del calo fino a fine anno-primi mesi del 2019. Questo secondo caso corrisponderebbe a un avvitamento causato da fattori tecnici (rientro degli eccessi sulla leva USA? Margin call?) e/o da fattori esogeni al momento non noti → aumento della volatilità → violente sequenze ribassiste alternate ad altrettanto violenti rimbalzi tecnici, fino a giungere a una capitolazione e a un minimo stabile. E’ un’ipotesi secondaria ma non da escludere.

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                              • #75
                                Buon fine settimana di maltempo, purtroppo grave, con danni e morti.

                                Nulla ancora di cambiato. L'economia europea è debole, ormai è un refrain. Usa molto più forti come economia, come confermato da tutti gli indicatori più importanti.

                                Il quadro ciclico resta negativo su tutti gli archi temporali e per tutti i mercati. Per una svolta strategica (su base trimestrale) e per una collegialità di tendenza positiva su base mensile sarà invece necessario attendere il 2019. Anche sul quadro del trend si comincia a vedere una minima reazione di breve, anche se le letture mensili e soprattutto trimestrali restano in profondo rosso, con la schiacciante maggioranza degli indici azionari in posizione SHORT.
                                Possibile un minimo degli oscillatori di breve a metà novembre. tuttavia a quel punto ci si può aspettare un trading range, piuttosto che un forte recupero.Su tutti i mercati i minimi degli ultimi giorni sono importantissimi.

                                Molto interessante la posizione dell'oro soprattutto su base mensile e trimestrale. Da seguire. (Accumulazione?)
                                Per il BTP divergenze positive sul settimanale. Supporto 120, conferma sopra 124 (260 di spread).
                                EUR/USD in range da mesi.

                                Segnalo questa notizia: 'La BCE starebbe preparando una nuovo ampia immissione di liquidità nel sistema bancario, con la riproposizione di un TLTRO, un rifinanziamento mirato di lungo periodo. Di questa possibilità aveva parlato Mario Draghi nel corso della conferenza stampa del 25 ottobre'. Penso tutti abbiate chiaro cosa ci dice questa notizia.

                                Comment


                                • #76
                                  Buona domenica. Settimana poco significativa. Nulla di cambiato.

                                  Rimbalzo di breve inserito in un quadro di medio/lungo ancora negativo (vedere i numeri del riquadro). Probabile avvio di una fase di lateralità, con massimi di poco superiori a quellidell’ultima settimana e minimi-chiave sui livelli toccati nel climax di volatilità di fine Ottobre. Per una svolta strategia (su base trimestrale) e per una collegialità di tendenza positiva su base mensile sarà quindi necessario attendere il 2019. Il minimo di fine Ottobre a nostro avviso è un punto di controllo di fenomenale importanza, sia in termini tecnici che quantitativi e di scenario. Una sua tenuta potrà configurare un recupero più ampio nella prima parte del 2019. Una sua perforazione andrà invece collegata all’avvio di un Bear Market globale.

                                  Allora, per adesso, mi leggo il libro di Varoufakis 'adulti nella stanza', con la cronaca, molto ben scritta, della crisi greca del 2015.

                                  Comment


                                  • #77
                                    Buon fine settimana.
                                    per ora scarsa profittabilità sui mercati.

                                    Quadro mensile a dir poco ostico. Quasi tutte le borse in rosso, pochissimi i segni verdi: Brasile, LatAm, Treasury a 1-3 anni, High Yield Usd e Emerging Market Bonds, questi ultimi tre legati indissolubilmente al USD (→ altro long = short EUR:USD). I livelli di stop apparirebbero anche raggiungibili in Dicembre, mettendo in conto un rally importante, mentre per un segnale di rientro (= long) sembra inevitabile attendere il 2019. Come segnalato chiaramente nel report mensile e nell’ultimo webinar, lo spartiacque di questa situazione va individuato nel comportamento del mercato-guida, gli USA, che sono vicinissimi a un supporto di grande importanza (area 2700-2650), che – qualora rotto al ribasso in chiusura di mese – aprirebbe la strada a un Bear Market globale. Il Bear Market è già da mesi presente sugli indici europei, che non fanno nuovi massimi di periodo da diversi mesi, in alcuni casi da oltre un anno.

                                    Quello che questi mercati possono fare nella più ottimistica delle ipotesi è sfruttare la stagionalità favorevole per mettere a segno qualche tipo di rally, che sarebbe un tipico rally correttivo in Europa e un prolungamento della fase di distribuzione negli USA. E’ possibile che ciò avvenga, qualora il supporto indicato sullo S&P resista: questo – fino a segnali più profondi – nulla toglierebbe alla problematicità del quadro generale e anzi si configurerebbe come una eccellente occasione di alleggerimento per portafogli eventualmente ancora troppo esposti.

                                    Il quadro ciclico resta delicato: confermata la svolta rialzista di breve (settimanale) che però si colloca all’interno di un contesto di medio-lungo ancora completamente ostile. Ricordiamo che la fase Up è sempre collegata al rischio di estensioni ribassiste e quindi non rappresenta tout-court un segnale di acquisto. Questo scenario di cautela è confermato anche dalle indicazioni di trend (tabella in alto evidenziata in giallo): MT e LT hanno oltre il 60% dei mercati in posizione short mentre sul BT i mercati sono frastagliati con la % Long (25.5%) che è ancora la quota minore. La tenuta del ciclo di breve, legata a sua volta alla tenuta dei minimi di ottobre, porterebbe verso la fase Advancing con maggiori opportunità di un recupero tattico verso la parte finale dell’anno.

                                    Ho finito il libro segnalato la scorsa settimana. Avvincente, sembra un giallo economico finanziario.

                                    Adesso passo a Arnold Gehlen (Lipsia, 1904), poco conosciuto, ma interessante.


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                                    • #78
                                      Buona domenica a tutti.
                                      Come si vede dai grafici gli indici sono in fase di retest dei minimi recenti.Il brent è in forte ipervenduto e l'oro è laterale.Il BTP cerca di stabilizzarsi.

                                      Dunque:
                                      Questo movimento di recupero rialzista di breve (settimanale) resta all’interno di un contesto di medio-lungo ancora completamente ostile. Ricordiamo che la fase Up è sempre collegata al rischio di estensioni ribassiste e quindi non rappresenta tout-court un segnale di acquisto. Questo scenario di cautela è confermato anche dalle indicazioni di trend (tabella in alto evidenziata in giallo): MT e LT hanno oltre il 60% dei mercati in posizione short mentre sul BT i mercati sono frastagliati con la % Long (14.5%) in discesa rispetto a settimana scora e ancora la quota minore. La tenuta del ciclo di breve è legata alla tenuta dei minimi di ottobre (in fase di test): una rottura ribassista, in questo contesto, sarebbe potenzialmente pericolosa in quanto tra l’altro cadrebbe in un contesto stagionale che di solito (3 volte su 4) è favorevole.

                                      Ma ancor più va osservata la leva finanziaria USA.
                                      Il Debit (indebitamento) totale è passato in Ottobre (i dati sono in ritardo di un mese) da 648B a 607B, con una contrazione della leva da 460Ba 424B (B=miliardi di USD). Questo calo è il più forte in termini assoluti dai tempi del crash Lehman (2008), in termini percentuali si avvicina a quello che noi riteniamo essere la lettura di conferma finale di un deleveraging profondo in atto: -9% (questo mese è stato -7.7%).
                                      Grande attenzione adesso ai prossimi dati sulla Consumer Confidence del 27.11, che potrebbero essere rivelatori.

                                      Come nota a margine, il premio Nobel per l'economia Joseph Stiglitz ha recentemente pubblicato il testo ' creare una società dell'apprendimento': Dato che abbiamo tutti compreso e sostenuto su queste colonne l'importanza dello studio e dell'approfondimento, può essere una lettura interessante per molti.
                                      Infine notiziola curiosa: gli Hnwi in Italia sono 274.000 (18,1 milioni nel mondo).

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                                      • #79
                                        Buona settimana. Molto pessimismo sui mercati, forse troppo.Il denaro defluisce da ogni classe di asset.

                                        Possibile un rialzo di breve, tipo rally di Natale, ma in bear market complessivo.
                                        Gli attuali minimi del trimestre sono e saranno per tutto il 2019 spartiacque importantissimi.
                                        Sugli indici molti segnali di iper venduto e doppi minimi. Come sul MIB. Cautela sulle posizioni short. anche per il brent possibile un violento rimbalzo tecnico.
                                        Per il BTP, se arriva sull'area 127-130, è da considerare zona di liquidazione.
                                        Contrazione di volatilità per l'oro.
                                        Possibile un ingresso long fra poco. Diciamo verso 1244 USD.

                                        Comunque il primo trimestre 2019 appare, per ora, di gran lunga più favorevole, rispetto alla parte successiva dell'anno.

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                                        • #80
                                          Buon fine settimana.Detto in breve, l'Europa guida il rallentamento globale e entra in contrazione. Italia in recessione.
                                          Il quadro di mercato:
                                          1. BORSE NEGATIVE → TENSIONE
                                          2. GOVERNATIVI IN RIPRESA → FLIGHT TO QUALITY
                                          3. ORO IN RIPRESA → PRESSIONE NEI MERCATI
                                          4. CURVA DEI TASSI USA PIATTA → RALLENTAMENTO ECONOMICO
                                          5. VOLATILITA’ IN AUMENTO → RISCHIO

                                          L'elemento cardine di questa settimana è stato il violento reversal dei mercati dopo una buona partenza. Questo comportamento ha evidenziato che l’ambiente di lungo periodo è mutato drasticamente in negativo: ci sono elementi forti di criticità anche sul piano macroeconomico.

                                          E’ importante notare che diversi indici europei sono scesi sotto ai minimi precedenti e quindi hanno confermato una struttura ribassista, pur in alcuni casi con ipervenduto e con divergenze. Gli indici americani invece ancora una volta si sono dimostrati più resilienti e anche in questa fase negativa hanno tenuto (almeno finora) i minimi di Ottobre. La rottura di questi punti di controllo da parte degli indici americani avrebbe nel contesto attuale una serie di conseguenze negative di forte impatto tecnico e psicologico, Questa è la vera linea del fuoco.

                                          Infine due dati salienti da sottolineare:
                                          recupero delle obbligazioni governative di lungo periodo (persino il BTP!)
                                          graduale movimento al rialzo dell'oro.

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                                          • #81
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                                            Allora:

                                            Quadro mensile a dir poco ostico. Quasi tutte le borse in rosso, pochissimi i segni verdi: Brasile, LatAm, ETF BTP, Treasury a 1-3 anni, High Yield Usd e Emerging Market Bonds, questi ultimi tre legati indissolubilmente al USD (→ altro long = short EUR:USD).
                                            Interessante il Long dell’Oro in USD e in EUR, con controstop di Gennaio relativamente vicino (3%).

                                            I livelli di stop mensile delle borse apparirebbero anche raggiungibili in Gennaio, mettendo in conto un rally importante, mentre per un segnale di rientro (= long) sembra inevitabile attendere almeno Febbraio/Marzo. Sono tuttavia pericolosamente vicini per molti indici attualmente in posizione neutrale sul trend trimestrale i livelli di short (es.: sotto 2550 per lo S&P500), che – se rotti al ribasso – fornirebbero ulteriori conferme quantitative allo scenario ribassista.

                                            Migliora lo scenario dei bonds, con il 10y USA vicinissimo a dare una serie di segnali long sia mensili che trimestrali, sia come future che come ETF. Per le commodities, vicinissimi i segnali di short trimestrale su CRB Index e Brent, che se attivati sarebbero un ulteriore segno di uno scenario macro profondamente deteriorato.

                                            Infine le valute. Chiarissima, dai modelli, l’area di resistenza dell’EUR/USD: tra 1.15/1.16 (stop+long mensile) e 1.17 (stop trimestrale). Attenzionesull’EUR/JPY al doppio livello di short 127.50 (M)- 126.63 (Q)

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                                            • #82
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                                              Vi riporto questo dato tecnico: "Questa recessione per ora è iniziata gradualmente, ma può esplodere in maniera incontrollabile con un crollo ingovernabile e dagli effetti imprevedibili se si pensa che solo nelle banche dell’Eurozona, (in prevalenza francesi e tedesche con Deutsche Bank in testa) si stimano circa 6.700 miliardi tra junk bonds, e crediti inesigibili."

                                              Allora ecco il punto:
                                              L’anno termna con una delle posizioni cicliche più negative e pericolose degli ultimi anni.
                                              La posizione bullish di breve si è tramutata in bearish sotto la pressione delle vendite e questo, con un mercato inabile a qualunque reazione, è un dato che deve indurre alla massima cautela.
                                              Anche il riquadro in alto evidenzia come la maggioranza assoluta degli indici sia al ribasso su tutti e tre gli archi temporali. L’unico dato a favore di un potenziale arresto della discesa èl’ipervenduto presente su molti indici (ma non su tutti): ma l’ipervenduto può diventare ancora più profondo, in assenza di capitolazione o di un trigger favorevole a una inversione. Ripetiamo: massima cautela fino a segnali di stabilizzazione.

                                              E ancora:
                                              Riteniamo che il mix letale tra posizione ciclica, negazione/rifiuto della situazione, deleveraging, credit spread in allargamento e non sopportazione di ulteriori perdite possa portare gli investitori (e quindi gli indici azionari) a una capitolazione entro i primi due mesi del 2019. Diffidiamo di qualunque rimbalzo che non riesca a riportare come minimo gli indici primari in posizione di neutralità su base settimanale. Vediamo il chiaro avvicinarsi di una fase di ipervenduto tecnico compatibile con una reazione violenta, ma non vediamo ancora quella/quelle sedute di capitolazione tipiche degli eventi finali dei ribassi. Pertanto, nonostante le vendite a questo punto siano chiaramente tardive, non vediamo un solo motivo concreto per anticipare una eventuale entrata sulla lettera. La storia dei mercati insegna a temere i mesi di Gennaio che arrivano dopo un brutto trimestre finale, pertanto suggeriamo la massima cautela. «Motus in fine velocior»: spesso un movimento (ribassista) raggiunge il suo picco di velocità nella parte finale. S&P e DAX (sotto) esemplificano perfettamente questa situazione: in ipervenduto, ma non ancora sufficiente a far scattare un «buy on dips»

                                              I mercati USA che hanno sostenuto il mercato sono ormai in panic selling e il petrolio è in pieno collasso verso 50-48.

                                              Ultima notizia:
                                              È di pochi giorni fa (6 dicembre) un articolo sul Sole 24 Ore di Antonella Olivieri dove si stima che la montagna di derivati in pancia alle banche abbia ormai raggiunto 33 volte il PIL mondiale.Si tratta del triplo di ciò che si ipotizzava tre anni fa.

                                              Noi che conosciamo un poco i mercati, non ci facciamo incantare (spero) dalle sirene e sentiamo odore di bruciato.

                                              Lo so, è una relazione un pò impegnativa, ma comunque....Buon Natale!

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                                              • #83
                                                Buon anno! Ci risiamo ad osservare l'andamento dei mercati. Ovviamente con una certa preoccupazione.
                                                Allora:
                                                La fase finale dell’anno ha provocato una tale uniformità di trend e posizioni cicliche in senso negativo da diventare vulnerabile a una violenta reazione (per ora correttiva) rialzista, che ha preso corpo nella prima settimana dell’anno. Per ora come detto questo recupero è embrionale ma ha i crismi per diventare una correzione di una certa entità, guidata dai mercati più forti e che si stanno rigirando in posizione rialzista a livello mensile, quindi Italia, BRIC, Asia e EMG. Non dovrebbe durare molto:4-8 settimane.
                                                La regola ora è scaricare quanto possibile.

                                                Ecco allora una breve disamina dei vari tipi di mercato orso, attuale in questo momento:

                                                Mentre un Bull Market è una fase strutturale di mercato dove non solo le borse salgono a spinte consecutive ascendenti («uplegs»), ma soprattutto sovraperformano tutte la asset class a reddito fisso, per Bear Market (Mercato Orso) si intende la fase di contrazione (negativa) del movimento ciclico di LT che ha luogo dopo la fase di distribuzione che conclude il Bull Market. L'avvio del Bear Market è segnalato da evidenti rotture grafiche e da segnali quantitativi Short del ID su MT e LT. La struttura del Bear Market dipende dal grado di presenza e influenza dei fattori secolari positivi, dai livelli di compiacenza raggiunti sull'apice del Bull Market e dalle modalità di sviluppo e conclusione di quest'ultimo (distribuzione, spike esponenziale ecc.).

                                                I Bear Markets hanno due componenti - tempo e prezzo - e una serie di obiettivi:
                                                1 - mutare la psicologia dominante di mercato, da positiva/ottimista verso negativa/diffidente;
                                                2 - forzare operatori e investitori a una riduzione/liquidazione dei portafogli azionari;
                                                3 - ripulire i mercati dagli inevitabili eccessi speculativi dell'ultima fase del Bull Market;
                                                4 - allontanare dai mercati l'emotività e l'attenzione dei media.
                                                Una discesa che, nell'ambito della sua portata e delle tipologie discusse di seguito, non soddisfi ad almeno tre di questi quattro obiettivi/condizioni non può essere considerata un vero Bear Market.

                                                Fino all'inizio degli anni '90 la definizione generalmente accettata di Bear Market era "discesa degli indici generali di almeno il 20%, innescata da una salita dei tassi". L'impatto dei fattori strutturali di distorsione del trend, in particolare quello della manipolazione finanziaria e quello dell'innovazione nelle tecnologie di comunicazione, ha stravolto in modo probabilmente definitivo il ciclo di LT e quindi ha reso obsoleta questa definizione. La nostra metodologia identifica tre tipologie di Bear Market, in relazione al tipo di scenario economico correlato (CONTRAZIONE - RECESSIONE - DEPRESSIONE) e al numero di downlegs (1 - 2 - 3+):

                                                Tipo "A" – CRISI TEMPORANEA/PROFONDA CORREZIONE - 1 downleg intermedia

                                                Indica la presenza di una forte componente secolare rialzista, che impedisce alle forze ribassiste di esprimersi compiutamente. Ha di solito luogo come ampio movimento laterale/ribassista di modesta inclinazione o come fase di ampio trading range. Durante il suo sviluppo ha luogo una sola fase di panic selling acuto, che spesso corrisponde al minimo della downleg iniziale del calo. L'ampiezza del declino dai massimi, misurata attraverso gli indici generali, è di circa il 15%; per la maggior parte dei singoli titoli e per gli indici minori questa lettura sale al 25-35% (da 1,5 a 2,5 volte gli indici generali).

                                                Esempi recenti: mercati azionari europei 2011.

                                                Tipo "B" - CONTRAZIONE - 2 downlegs intermedie con minimi decrescenti

                                                La presenza di una componente secolare rialzista è inferiore e può essere controbilanciata da elementi negativi quali tassi in aumento, contrazione economica superiore ecc... Durante il suo sviluppo hanno luogo almeno due fasi di panic selling acuto, che corrispondono ai minimi delle downlegs (1) e (2). L'ampiezza del declino dai massimi, misurata attraverso gli indici generali, è di circa il 25-35%; per la maggior parte dei singoli titoli e per gli indici minori questa lettura sale al 40-80% (1,5/2,5 volte gli indici generali).

                                                Esempi recenti: mercati azionari occidentali 2015-2016.

                                                Tipo "C" – RECESSIONE/DEPRESSIONE - 3/4 downlegs intermedie con minimi decrescenti

                                                E' un evento molto raro che ha luogo in presenza di una serie di fattori negativi strutturali. Il calo si struttura in tre o più downlegs intermedie, durante il cui sviluppo hanno luogo lunghe fasi di panic selling acuto. Distruzione delle ricchezze. L'ampiezza del declino dai massimi, misurata attraverso gli indici generali, è del 35-50% o più per i mercati più maturi, mentre per la maggior parte dei singoli titoli e per gli indici minori questa lettura può salire fino al 60-90%. Diverse aziende quotate falliscono o sono costrette a fusioni.

                                                Esempi recenti: Far East e America Latina 1997/1999, Tecnologia USA e mercati azionari occidentali 2000-2003, Grande Recessione 2008-2009.

                                                Il comportamento a livello trasversale o di settori dipende invece dalla maggiore o minore coincidenza della posizione ciclica del settore rispetto a quella dell'indice. I settori deboli o in posizione coincidente tenderanno a seguire il trend dell'indice, mentre i settori forti o in posizione ciclica non coincidente o controciclica (ad es. quelli in fase bottoming mentre il mercato, nel suo insieme, è in fase topping) si potranno muovere durante la fase di Bear Market in modo differente rispetto all'indice e quindi rappresenteranno operativamente delle valide alternative di allocazione per money managers e investitori. Sono comunque pochissimi i settori/titoli che terminano un Bear Market con segno positivo (marginale).

                                                Per ora siamo in tipo B, ma bisogna vedere il 2019.Ad ogni buon conto ricordiamo che l'ultima onda ribassista è la più violenta e dannosa in tutti i tre tipi.
                                                I recenti nuovi minimi sono fondamentali. Se rotti si va in una recessione depressione di tipo C.

                                                Anche sull'oro conviene essere leggeri, anche se ora è accompagnato dal rialzo dell'argento, che è una conferma fondamentale del trend.

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                                                • #84
                                                  Buona domenica.
                                                  Il quadro di lungo termine è ancora completamente ribassista. Ora siamo in un rimbalzo di breve termine che potrebbe arrivare a febbraio marzo 2019.
                                                  Per ora non opportuno aprire posizioni al rialzo. Se mai utilizzare il rimbalzo per alleggerire/chiudere.
                                                  La possibilità è di mantenere i bond europei e USA, di mantenere oro e obbligazionari emergenti con stop. Null'altro.
                                                  L'economia mondiale è complessivamente in fase di rallentamento ed è un dato da non sottovalutare.
                                                  La rottura degli ultimi minimi innescherebbe un ribasso molto violento. Cautela, dunque.

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                                                    Come ipotizzato la scorsa settimana (vedi anche NTS del 7/1) assistiamo ad una estensione del recupero di BT dei mercati azionari che si sta confermando «front running», concentrando cioè il rimbalzo in questo inizio d’anno. Resta valida l’indicazione di possibili target con un recuperonell’ordine del 10-15% dai minimi di dicembre (estendibile a 15-20% per gli indici più volatili)→queste indicazioni saranno validate anche dai ratio di volatilità con il ripristino delle condizioni di ottimismo/compiacenza.
                                                    Il punto chiave è la correzione che seguirà e la tenuta o meno dei minimi ultimi.

                                                    I due grafici (che non metto) rappresentano i nostri consueti modelli di volatilità, ottenuti dividendo gli indici principali (S&P500 e Eurostoxx50) per i rispettivi indici di volatilità (VIX e VSTOXX). L’output operativo è allineato alle indicazioni cicliche: dopo le letture di PANICO, raggiunte congiuntamente sui minimi di dicembre, trova conferma la nostra ipotesi di lavoro che conferisce a questa fase il ruolo di rimbalzo tecnico e che sta riportando i modelli verso letture di OTTIMISMO/COMPIACENZA. L’Europa, in recupero anche in termini di forza relativa, è più vicina al target del movimento rispetto agli Usa. Anche in questo caso la finestra di Top è collocabile nel mese di febbraio. Non sono da osservare tanto i livelli degli indici, quanto la volatilità. Oltre, certamente, al momentum.

                                                    Bisogna porre attenzione al livello della leva negli USA e, come al solito, alla fiducia dei consumatori USA.
                                                    Il quadro economico è molto delicato e molti aspettano le trimestrali per uscire o riposizionarsi.
                                                    In Europa anche i governi si sono accorti che siamo in recessione. Era ora. Il 2019 sarà probabilmente un anno di attesa e, forse, di riaccumulazione, ma è presto per dirlo.
                                                    Molta cautela e attenzione. qui ci si brucia facilmente.

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                                                      Il rimbalzo dei mercati azionari prosegue con una settimana di consolidamento che conferma le nostre indicazioni di recupero “Front Running”, concentrato nella prima parte del movimento. Questa indicazione è avvalorata dall’analisi della mappa a lato con i nostri indicatori di trend e momentum che si muovono in sincronia: tutti gli indici azionari si sono spostati nella fase Advancing lungo la curva ciclica di BT e la % di Long settimanali è giunta quasi al 93% (freccia in giallo). Non sono da escludere ulteriori spunti rialzisti ma c’è la concreta possibilità che il recupero di BT abbia già percorso il tratto più lungo di strada.

                                                      E ancora:
                                                      Inizio di 2019 positivo per tutte le principali classi di asset con il classico “effetto elastico” che premia i mercati più colpiti dal ribasso nella parte finale dello scorso anno, tipicamente mercati azionari e Oil.

                                                      Sebbene ancora inquadrabile come rimbalzo tecnico, va tuttavia segnalato che sui mercati azionari stiamo assistendo ad uno dei movimenti di recupero statisticamente più rilevanti in termini prezzo/tempo. Nei nostri modelli, che sottolineiamo sono correttamente fuoridall’Equity da molti mesi, questo non ha un diretto impatto operativo: l’unico mercato in posizione rialzista si conferma il Brasile (che convalida l’indicazione di forza relativa legataall’area LatAm). L’impatto del rimbalzo è tuttavia evidente nelle dinamiche di variazione dei livelli operativi di febbraio, ovunque in avvicinamento.

                                                      Segnaliamo di monitorare attentamente i livelli di Entry Long per Bric (già neutrali), Asia ed emergenti (questi ultimi avrebbero impatto anche nell’allocazione dei PM): si tratta in questa fase dei mercati caratterizzati da migliori condizioni di forza relativa. In Europa, l’Italia si conferma il mercato migliore ed è l’unico neutrale insieme alla Svizzera. Restano indietro i mercati Usa, penalizzati da un dicembre fortemente negativo: in avvicinamento i livelli di stop (S&P importante l’area 2680-2700→stop mensile e trimestrale) ma ancora molto distanti quelli per un nuovo ingresso al rialzo.

                                                      Inizio d’anno positivo anche per i mercati obbligazionari che incrementano le posizioni al rialzo sui nostri modelli. I Bonds Emergenti si confermano i “best pick” (il livello di stop si alza da 79.43 a 81.5) anche se compaiono le prime indicazioni di ipercomprato (si vedano in proposito le Tavole dei Livelli). In forte recupero anche gli High Yield con la parte in Usd più vicina ad un nuovo ingresso rispetto a quella corrispettiva in Euro.

                                                      Tra le commodities restano al rialzo solo le posizioni sui metalli preziosi (Oro e Argento + rispettivi Etf), con il Brent vicino ad un segnale di neutralità ma ben lontano da un nuovo ingresso al rialzo.

                                                      Continua la fase di lateralità sull’Eur/Usd sul quale è opportuno attendere un debordo direzionale. Ben noti i livelli da monitorare: 1.15/1.16 al rialzo (Long 1.1591) e 1.12/1.13 al ribasso (Short 1.1270).

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                                                        Settimana interlocutoria nella quale il nostro scenario ciclico principale evolve senza modifiche sostanziali. Restano invariate sia la posizioni di LT, ancora ribassista, che quella di BT, ancora in pieno rialzo. L’ingresso nel mese di febbraio sancisce invece l’evoluzione del ciclo di MT verso la parte rialzista della curva→spostamento che andrà comunque validato tra ora e fine mese. Top di breve sempre previsto fra febbraio e marzo, poi si vedrà.

                                                        Gli Usa, finora lagging in questo ciclo di BT, sfruttano l’atteggiamento supportivo della Fed e, complice l’ingresso nella fase Advacing, mettono a segno un parziale recupero di forza relativa. A livello geografico la leadership resta comunque concentrata su emergenti e BRIC, guidati dalla coppia Brasile- Russia → il ratio borse/bond dei mercati emergenti (nella sezione snapshot qui sopra) è finora l’unico ad essere tornato in condizioni di neutralità.

                                                        Tenere conto che la leva finanziaria USA è in forte calo. Per ora il NFP tiene, ma quello arriva sempre in ritardo rispetto alle borse.

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                                                          L'analisi di questo mese è consequenziale a quella svolta in tutto il periodo precedente e ribadita nel Monthly Report di Gennaio e nel webcast «Rallentamento globale: precedenti e prospettive» di inizio Febbraio (video e materiale PDF disponibili nell’Area Riservata).

                                                          La nostra base logica è semplice: tra la fine del 2017/2018 si è sviluppato un top ciclico importante che riguarda sia i mercati azionari che le economie, specialmente quelle dei cosiddetti paesi sviluppati Europa e Usa. I danni a qualunque livello sono stati particolarmente evidenti in Europa, mentre negli Usa solo verso la fine del 2018 c'è stato un riconoscimento di una situazione diversa dalle aspettative e quindi di un possibile rallentamento economico.

                                                          In questo momento la foto dei nostri modelli economici è piuttosto chiara: l'Europa resta molto vicina a una recessione ed è ufficialmente in contrazione, come hanno confermato tutti i dati ufficiali (anticipati di diversi mesi dai nostri modelli macro), mentre gli USA sono in pieno rallentamento, come dimostrano anche gli ultimi dati sulla fiducia dei consumatori e sull'occupazione. I mercati azionari d'altro canto hanno anticipato per certi versi questa situazione e quindi in gennaio sono tornati a salire recuperando buona parte di quanto perso in dicembre. Il punto critico di questa analisi è piuttosto semplice: questo recupero delle borse è un rimbalzo tecnico che prelude a una ulteriore ondata di peggioramento dei dati economici e quindi a una caduta ufficiale in recessione almeno dell'Europa, oppure è il segnale che il ciclo economico americano è ancora vivo e questo non è altro che il terzo rallentamento nella lunga strada che è partita dal 2009 (→sul tipo di 1987 e 1998)?

                                                          Lo spartiacque saranno i prossimi dati economici e soprattutto sarà il comportamento delle borse, non sul day-by-day ma in senso strategico: quindi se i principali indici riusciranno a stabilizzarsi e poi a fornire un segnale rialzista oppure se andranno a ritestare i minimi registrati a fine dicembre.

                                                          Intanto ci sono alcuni segnali molto importanti che a nostro avviso forniscono spunti chiari in senso operativo.
                                                          • Tra i mercati azionari nettamente migliori sono quelli per certi versi immuni a questa situazione e quindi Emergenti, Bric e Asia.
                                                          • In Europa vediamo una leadership abbastanza netta del mercato svizzero che ha una forte componente anticiclica, del mercato inglese e tra i mercati dell'area Euro il

                                                            più interessante oltre al Dax ci sembra il mercato spagnolo.
                                                          • Il secondo punto riguarda la componente obbligazionaria. Diversi mesi fa in modo completamente anticiclico rispetto al sentimento dominante abbiamo espresso

                                                            ripetutamente una chiamata favorevole sui mercati obbligazionari emergenti che si è puntualmente verificata. Ora questo appare un trend abbastanza maturo che potrebbe però essere sostenuto da una eventuale debolezza dell'euro, tutt'altro da escludere e che anzi sarebbe nettamente confermata da una eventuale rottura al ribasso di 1.12 euro dollaro.
                                                          • In queste ultime settimane comunque tutta la parte obbligazionaria si è comportata piuttosto bene e stanno anche ritornando segnali positivi sulla parte Corporate. È chiaro che questo comportamento non può che essere ascritto all'attuale rallentamento economico.
                                                          • Noi restiamo convinti che una volta che questo momento (anche prolungato) di difficoltà sarà superato, la prima grande vittima di questa situazione saranno i bond lunghi europei, i quali saranno a quel punto nella prima vera fase di rialzo secolare. Tanto per fare un paragone, il ciclo americano è più avanti di una fase piena rispetto al ciclo europeo e quindi quello che è toccato al Bond americano negli ultimi due anni molto probabilmente toccherà al Bund tedesco. Per ora comunque - come si vede anche dalla nostra mappa ciclica - tutta questa parte è in fase ascendente e il comportamento dei mercati obbligazionari sarà una funzione rovesciata del comportamento anche ciclico dei mercati azionari.
                                                          • Un ruolo importante in questo momento è rivestito dall’oro, il quale si è portato stabilmente sopra $1300 e sta puntando alla ultima vera grande resistenza che è l'area 1350-1375. In questa fase, l’oro è sensibile ai tassi reali e quindi è inversamente correlato all'andamento di questi ultimi. I tassi reali sono la differenza tra i tassi di interesse e l'inflazione. Quindi il metallo giallo potrebbe superare la resistenza indicata esclusivamente nel caso in cui si sviluppassero sui mercati tensioni profonde oppure si sviluppasse una fase di rallentamento sul modello della stagflazione, quindi con tassi in calo ma inflazione stabile o addirittura in leggero aumento.
                                                          • In questo caso potrebbero beneficiare di questa situazione soprattutto i titoli auriferi, tra i quali il nostro preferito (ma esclusivamente per cavalcare le fasi rialziste del metallo e quindi non va inteso come un «titolo per il lungo termine» ma solo come strumento speculativo) è Barrick Gold (simb.: ABX).
                                                          • Il mercato italiano in questo momento sta seguendo piuttosto passivamente la strada delineata dagli altri mercati azionari. Fino a che non ci sarà un miglioramento stabile riteniamo che i titoli favoriti siano le Utility e alcuni titoli con una forte componente anticiclica come Amplifon e Campari. Tuttavia in questo contesto non vediamo il mercato italiano come particolarmente premiante: se effettivamente le speranze di ripresa dovessero concretizzarsi noi lo monitoreremo molto facilmente non soltanto attraverso i segnali sull'indice ma soprattutto attraverso i segnali di forza relativa dell'Italia nei confronti dei mercati obbligazionari globali e degli altri mercati azionari. Fino ad allora la situazione può essere eseguita con interesse ma un investitore globale non deve prendere in considerazione altro, se non i mercati che forniscono reali segni di forza e non quelli che possono essere privilegiati per quello che si chiama «domestic bias».

                                                            Confermiamo che lo scenario-base (al quale concediamo 80% di probabilità) vede nei prossimi mesi una sequenza di questo tipo:
                                                            • la continuazione di questa frenata globale
                                                            • l'entrata ufficiale in recessione dell'Europa
                                                            • una riduzione del GDP USA molto forte ma probabilmente non tale da provocare l'ingresso in una recessione ufficiale.

                                                              Il suo svolgimento dipende quasi esclusivamente dall'entità del rallentamento americano. Segnaliamo tuttavia che il nostro RECESSION COUNTER è sceso da 85% a 55% e che il CRISIS INDICATOR è momentaneamente tornato su OFF, anche se è ancora in un pattern pericoloso. In questo scenario, che è già in buona parte prezzato dai mercati azionari, quello che è probabile è una fase di alti e bassi con un possibile nuovo test delle aree di minimo toccate proprio a fine 2018, ma senza che le stesse vengano perforate in modo significativo. Una volta raggiunta la piena consapevolezza da parte dei mercati della situazione dell'economia, gli stessi come fanno sempre anticiperanno una svolta positiva che sarà probabilmente innescata da una politica monetaria più accomodante negli USA e dal venir meno di diverse tensioni commerciali e politiche.

                                                              Le tempistiche sono difficili da stabilire in anticipo. Vi sono scadenze topiche già note (29 Marzo Brexit, 23-26 Maggio Elezioni europee, presentazione del dossier contro Trump) ma i mercati andranno seguiti passo passo nelle eventuali evoluzioni migliorative o peggiorative.
                                                              In questo senso, segnaliamo che una evoluzione concretamente negativa dello scenario nei prossimi 3 mesi (→recessione globale?) sarebbe indicata dai seguenti dati:
                                                          • Disoccupazione USA sopra 4%
                                                          • Disoccupazione Area Euro sopra 8%
                                                          • Libor 6m USA sotto 2.50%
                                                          • Ritorno in posizione mensile SHORT degli indici USA
                                                          Mi pare che il quadro sia esauriente e interessante.
                                                          Cari saluti a tutti.

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                                                            Buona domenica a Voi tutti. Oggi puntuale.

                                                            Ecco quindi il quadro:

                                                            Inizio d'anno sfavillante. Molti mercati hanno recuperato in meno di 2 mesi grandissima parte di quanto avevano perso nel 2018. Il superamento senza sforzo di resistenze molto importanti da parte di diversi indici è una chiara indicazione di forza.
                                                            Ci sono due errori da evitare. Il primo è quello di credere che ogni calo porti a una ripetizione dei due grandi mercati ribassisti del 2000-2003 e 2007-2009. Noi stiamo scrivendo da anni che eventi di questo genere sono di tipo generazionale e quindi molto difficilmente ripetibili anche dal punto di vista statistico.

                                                            Le nostre mappe di mercato di lungo periodo sono disponibili sui vari report e nei webcast.
                                                            Il secondo errore è quello di pensare che un rialzo di questa velocità possa continuare a questo ritmo per tutto l'anno.
                                                            La nostra linea guida per il 2019 non cambia su nessun mercato.

                                                            Le borse sono nel movimento di reazione che nel ciclo quadriennale è indicato come passaggio dal punto 8 al punto 1 che cade non prima di Marzo e mai dopo agosto. Questa prima fase positiva verrà ritracciata profondamente nella sequenza 1-2, nella seconda parte dell'anno. Il punto 2 sarà il punto di inizio di un forte movimento rialzista. I mercati favoriti sono e restano quelli tipicamente back-end-of-cycle, Asia, EMG, BRIC (India la più debole). È chiaro che perseguire questo tipo di schema nel Day-by-day non è facile per l'investitore.

                                                            Per quanto riguarda l’Oro, il superamento netto di 1315-1320 porta a orientarsi al test della grandissima resistenza di 1350-1375, che se venisse raggiunta a breve potrebbe provocare una reazione correttiva anche abbastanza sostenuta, in quanto in questo momento il metallo giallo si sta portando in area di ipercomprato.

                                                            Sui mercati obbligazionari non c'è storia. I Bond governativi europei sono praticamente senza margine di upside, mentre tutto il denaro sta confluendo verso qualunque cosa abbia rendimenti superiori, dai Corporate ai bond emergenti.

                                                            Il dollaro è la grande incognita. In questo momento sta testando livelli importanti. Tuttavia questo movimento per ora non ha alcun dinamismo. La posizione consigliata è ancora di mantenimento dei dollari con stop molto vicini.

                                                            I portafogli modello si stanno spostando gradatamente verso posizioni più aggressive. Noi crediamo che la strategia migliore sia sempre quella di sfruttare una tendenza positiva nelle sue fasi di lettera, soprattutto quando questa tendenza è molto veloce. Tuttavia invitiamo a non schierarsi in questo momento contro un movimento di breve che sembra fortemente favorito da un riposizionamento della liquidità.
                                                            La situazione tattica potrebbe cambiare nelle prossime settimane, anche alla luce di eventi esogeni (= politici) e dei livelli elevati degli indicatori di breve e dei nostri ratio di volatilità. Una eventuale correzione primaverile (Marzo-Aprile) delle borse sarà comunque in prima istanza una occasione di acquisto.

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                                                            • #90
                                                              Buona domenica.
                                                              L'area di target del rialzo di breve è stata raggiunta. Liquidate le posizioni speculative conviene attendere la prossima e vicina correzione per trovare un ingresso conveniente. Questo vale per tutte le borse. Non sappiamo, per ora, come si posizioneranno i grandi investitori. Sia chiaro che il trend di lungo rimane ribassista. Riprendere quando scritto il 14 febbraio sui dati di allarme.
                                                              Per le obbligazioni clima più tranquillo, salvo per l'Europa, dove sugli HY conviene attendere, mentre sui governativi bisogna considerare di accorciare la duration.

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                                                              • #91
                                                                Buon fine settimana.
                                                                Sulla economia:
                                                                In RALLENTAMENTO ovunque, anche se con strutture diverse. Il dato che regge ancora, sia in Europa che negli USA, è l’occupazione. Un dato sulla disoccupazione superiore all’8% in Europa e al 4% negli USA sarebbe notevolmente peggiorativo per lo scenario economico.
                                                                • - Importante recupero della Consume Confidence USA nell’ultimo mese (di nuovo sopra 130) → se questo dato fosse ulteriormente confermato, scenario molto simile

                                                                  alle fasi di fine ciclo 1998-2000 e 2006-2007→quindi ancora spazio per le borse e per rialzi dei tassi
                                                                • - A complicare le cose, arriva però un segnale SHORT sui tassi a 6 mesi USA, tipico delle fasi di rallentamento
                                                                • - La stessa ripresa delle borse, specie se dovesse sfociare in un segnale LONG collettivo (già diversi indici sono LONG), è fuori sincronia con uno scenario recessivo
                                                                  standard
                                                                • - La nostra ipotesi di lavoro, estrapolata dai casi del passato, porta a valutare come possibile una fase di alcuni mesi di CONGELAMENTO della situazione economica

                                                                  in questa terra di nessuno, tra stagnazione e recessione, seguita da una graduale ripresa: ma è una semplice ipotesi, in una situazione di lettura molto disomogenea.
                                                                • La leva finanziaria ha recuperato a gennaio.
                                                                Per ora meglio privilegiare i mercati extra UE e USA.

                                                                Allora:
                                                                Lo scenario ciclico è chiaro nella sua disomogeneità, nata dopo il minimo di fine 2018. Il lungo periodo è ancora governato da una dominanza ciclica ostile (tutti i principali mercati in fase T trimestrale), controbilanciata da inizio anno dalle due ciclicità di medio e di breve positive. Ora, il ciclo di breve mostra segni di rallentamento: il che – attenzione – non vuol dire per forza «grandi ribassi», ma potrebbe voler dire solo una normale correzione del 3-8% dai massimi di periodo e/o un movimento di riassorbimento laterale→frutto della contrapposizione tra le varie componenti cicliche.
                                                                Continuiamo a ritenere che eventuali correzioni nel bimestre Marzo/Aprile siano in prima battuta occasioni di acquisto e di conseguenza suggeriamo di non «acquistare sui rialzi» ma di avere pazienza.

                                                                Quindi nel trading stringere gli stop e attenzione al supporto dell'oro a 1275.

                                                                Sulle obbligazioni meglio HY e emergenti. Sui governativi Europa e USA cautela.

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                                                                  Buona domenica.
                                                                  Area di target come già detto raggiunta. Inizia il movimento correttivo. La dichiarazione della BCE su una ulteriore iniezione monetaria (come Vi avevo anticipato il 3 novembre 2018) avranno ripercussioni importanti. La prima e più veloce è già avvenuta sulle valute. L'ipotesi è di un rafforzamento dell'USD fino a metà anno. Quindi si rimane su USD mentre sulle borse EUROPA E USA si attende. Si mantengono Bric e emergenti, così come le obbligazioni e l'oro.

                                                                  La situazione economica europea rimane comunque molto pesante e fino ad ora la BCE, da sola, ha ottenuto risultati non esaltanti.Non ci sono governi in Europa con un autorevolezza sufficiente per promuovere una correzione di rotta. Vedremo.

                                                                  Comment


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                                                                    Buon fine settimana. Mercati ancora tonici anche se il momentum sta iniziando a cedere, ma non il trend per ora.

                                                                    Aggiornamento:
                                                                    • Primo trimestre completamente positivo. Molti mercati hanno recuperato in meno di 3 mesi quanto avevano perso nel 2018. Il superamento senza sforzo di resistenze molto importanti da parte di diversi indici è una chiara indicazione di forza.

                                                                    • I livelli di LONG mensile per molti indici importanti ancora in posizione neutrale saranno in forte avvicinamento da inizio Aprile

                                                                    • E’ chiaro che con questi livelli di volatilità (bassissima) e con la velocità di questo rialzo i mercati azionari sono via via più vulnerabili a qualunque tipo di «bad news»

                                                                    • La nostra linea guida per il 2019 non cambia su nessun mercato: le borse sono nel movimento di reazione che nel ciclo quadriennale è indicato come passaggio dal punto 8 al punto 1 che cade non prima di Marzo e mai dopo Agosto (vedi mappe pubblicate sul mensile e webcast). Questa prima fase positiva verrà ritracciata in modo sensibile e percettibile nella sequenza 1-2, nella seconda parte dell'anno. Il punto 2 (fine estate? autunno?) sarà il punto di inizio di una nuova spinta rialzista. I mercati favoriti sono e restano quelli tipicamente back-end-of-cycle, Asia, EMG, BRIC. Europa e USA sono in rimonta.

                                                                    Per quanto riguarda l’Oro, l’ennesimo test della resistenza di 1350-1375 è fallito e ha provocato, come prevedibile, una reazione correttiva abbastanza sostenuta ma fermatadall’importante supporto in area 1285/1275. Sarà importante verificare il comportamento da adesso in poi.

                                                                    • Sui mercati obbligazionari i governativi europei sono praticamente senza margine di upside, tranne il BTP qualora chiudesse lo spread, mentre tutto il denaro sta confluendo verso qualunque cosa abbia rendimenti superiori, dai Corporate agli HY ai bond emergenti.

                                                                    Il dollaro è la grande incognita. In questo momento sta testando livelli importanti. Tuttavia questo movimento per ora non ha alcun dinamismo. La posizione consigliata è ancora di mantenimento dei dollari con stop molto vicini.

                                                                    • I portafogli modello si stanno spostando gradatamente verso posizioni più aggressive. Noi crediamo che la strategia migliore sia sempre quella di sfruttare una tendenza positiva nelle sue fasi di lettera, soprattutto quando questa tendenza è molto veloce. Tuttavia invitiamo a non schierarsi in questo momento contro un movimento di breve che sembra fortemente favorito da un riposizionamento della liquidità e che sembra trascurare qualunque altro elemento.

                                                                    Per finire, potrebbe interessarvi Saipem, in fase avanzata di accumulazione con volumi.

                                                                    Comment


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                                                                      Buon fine settimana.

                                                                      Aggiornamento:
                                                                      Continua la fase di asicronicità fra i tre cicli: breve termine in discesa (il 90% D+T del momentum comincia a farsi «sentire», medio termine in salita e lungo termine ancora in discesa (nessun mercato principale è al rialzo a livello di trend trimestrale).
                                                                      Finora quindi abbiamo INDIZI TECNICI di avvio di una correzione ma non conferme. Per ora gli indici si sono semplicemente bloccati e la discesa del momentum di breve è attiva più sugli oscillatori. Il nostro quadro di scenario, proposto nel Webinar (materiale a disposizione), è più propenso a valutare una prevalente stabilità almeno fino a inizio Aprile che non una discesa immediata. Questa che inizia è anche l’ultima settimana del trimestre: dalla prossima in poi sarà importante vedere come si evolveranno le curve mensili e trimestrali.

                                                                      Credo non sia opportuno mettersi al rialzo ora, in termini di investimento. E' stato raggiunto il livello previsto e ci sono almeno un paio di questioni di rilievo aperte. la Brexit e i rischi per la presidenza Trump. Vero che se ne parla da un pò, ma prima o poi i nodi vengono al pettine. E il mercato, in questo momento, è particolarmente sensibile alle bad news.

                                                                      Consiglio di guardare con attenzione i FAANG USA, perché saranno loro a dirci l'evoluzione del mercato, recessione o continuazione del rialzo del 2009. Sono attualmente tutti o quasi neutrali sul trimestrale e long sul settimanale. sul mensile sono metà e metà fra long e neutrali. Comunque tutti più forti dell'indice.

                                                                      Per ora si possono mantenere le posizioni aperte già segnalate in precedenza. Con una certa attenzione all'oro.

                                                                      Comment

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