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Azioni: analisi fondamentale

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  • Azioni: analisi fondamentale

    Ripercorrevo la mia performance 2020 con Tesla e analizzavo altre azioni che hanno avuto crescite rilevanti.
    una cosa che ho notato è che spesso la crescita dirompente è preceduta da un valore di EPS che passa da negativo a positivo, ovvero il business passa da perdente a profittevole.
    Potrebbe essere quindi questo un segnale fondamentale per anticipare un bull-run da x2 in su ?

    #2
    Bravo, volevo iniziare anch'io a parlare di analisi fondamentali. Sicuramente il guadagno per azione rende "reale" un business, anche se il mondo delle growth comunque ha parametri diversi delle value. Le growth possono essere molto indebitate perchè il loro scopo è innanzitutto crescere a dismisura più che fare utili. Mentre una value indebitata molto più del suo cashflow è un dato meno buono.

    Stavo guardando il magic formula di Greenblatt ma credo non sia più sufficiente guardare solo P/E e ROC. Lui fondamentalmente sceglie azioni a caso dal suo market-screener, potremo iniziare a studiare un metodo e discuterne.

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    • #3
      Il P/E non c'è quando EPS è negativo , per questo guardare il trend degli Earnings o di EPS può funzionare meglio.
      Anche Square ha avuto il passaggio da negativo a positivo.
      Molte "genomics" invece sono sempre in perdita e infatti si sono "sgonfiate".
      Chiaro che molto di questa ricerca non è quantificabile, per esempio io continuo a credere che il 70% dipenda dal CEO e il CEO non è quantificabile.
      Last edited by CavaliereVerde; 10 May 2021, 03:44 PM.

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      • #4
        https://www.youtube.com/watch?v=btdp_274As4

        Questa è un analisi fondamentale fatta molto bene.
        Però x2 in 5 anni è 15% all'anno che non è proprio da impazzire.
        Per andare olrtre 30% annuo bisong andare su compagnie rivoluzionarie e lì l'analisi fondamentale non basta.
        Io i fondamentali li vedo come filtro ulteriore, nel senso che non devono essere negativi ma non ti consentono di trovare l'azienda "che spacca".

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          #5
          Vado per gradi, sto cercando di imparare il più possibile ma è fin troppo facile fare discorsi tipo:

          - oggi fattura 1 miliardo
          - aumenta del 15% all'anno
          - quindi tra 5 anni fatturerà tot
          - le ditte simili hanno un P/S o P/E di tot
          - quindi la nostra ditta varrà tot.

          Tutto bello, dicono tutti "io sono un investitore a lungo termine", poi però ogni giorno ne salta fuori una, scende del 5% e si spaventano, parlando di "crollo". Viceversa sale del 5% e si chiedono se comprarla o meno, quando hanno previsto un profitto del 300% in 5 anni.

          La "mia" idea è quella di riuscire ad analizzare ditte con business facili da comprendere per fare una previsione attendibile a 5 anni o più.

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          • #6
            Era facile anche incrociare due medie...
            Il bello dell'analisi fondamentale è che c'è molto meno rumore.
            Se un azienda aumenta il fatturato del 20% l'anno per 3 anni è probabile che succeda anche il quarto.
            Il problema è che non è sicuro e che i numeretti non dicono tutto.
            Se un concorrente fa un prodotto migliore? se il CEO è disonesto? o lo è il CFO ?
            E poi voglio conoscere il prodotto.
            Per esempio Sven Carlin ha un video su BYND , la bistecchina l'ha provata in parallelo all'equivalente SPAR .
            Non mi basta l'azienda recensita da un investitore, voglio anche il prodotto recensito da un esperto utilizzatore.
            Tipo Galeazzi che mi guida la Tesla la Ford e la VW .
            Usare l'analisi fondamentale è molto meglio che comprare solo perchè un azione è salita l'anno scorso ma è scesa l'utimo trimestre ma è solo l'inizio.

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              #7
              Se un azienda aumenta il fatturato del 20% l'anno per 3 anni è probabile che succeda anche il quarto.
              Questo è più un ragionamento da trader quantitativo. Quello che invece guardano i value investor è il prezzo corretto dell'azienda, che vada su o giù l'anno successivo non importa. Le tesi che ho visto sono tutte di ditte su cui si fa un'analisi a 5 anni, e si cerca di capirne la valutazione. Livelli di ingresso, analisi tecnica, volatilità momentanea data dal mercato non contano. Conta che i fondamentali rimangano solidi, e quello lo si vede soprattutto con le trimestrali. Si scrive molto alla mail "investor relations" che ha ogni ditta quotata per rispondere ai propri investitori.

              Si media molto, rispettando il moneymanagement, contando proprio su questo. In poche parole "facebook sta scendendo solo perchè il nasdaq sta scendendo, ma i fondamentali di fb sono validissimi, quindi sfrutto l'occasione e costruisco una posizione più grande".

              Ecco usano la parola "costruire" piuttosto che "mediare"

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                #8
                Buon esempio di investor relations: https://www.youtube.com/watch?v=UF4kpP1Ilq0 servizio molto utile per farsi in quadro attendibile, perchè internet è sempre interessante ma a volte le notizie che circolano sono contrastanti.

                Capisci che se il titolo scende del 10% perchè il mercato ha informazioni sbagliate, vale la pena approfittarne.

                PS: bella ditta TTCF ci farò un post.

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                • #9
                  https://www.youtube.com/watch?v=Ceg_H6Q4WH8
                  Direi che quì la discordanza è anche maggiore dei casi di cui ti sei lamentato tu.
                  Altrimenti sarebbe troppo facile.
                  E' per questo che quelli che guadagnano veramente tengono le azioni per anni e non per mesi.
                  Non ricordo quale dei guru dell'investimento lo ha detto, ma non guadagni quando compri e nemmeno quando vendi, guadagni quando aspetti.

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                    #10
                    Sono quelle le analisi che mi piacerebbe fare bene, tempo permettendo.
                    Si, il solito "time in the market" anzichè "timing the market".

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